La batteria della Sizza è completamente ricaricata.

Nuova stagione iniziata per la Amatori Via Verdi e nuova veste grafica per la Sizza che inaugura il suo terzo anno di non attività. L’anno scorso molte cose sono andate storte e anche la Sizza ha subito l’effetto “ultimo posto”. Per capire cosa significhi arrivare ultimi in una serie B vi farò un esempio banale: è come una squadra di terza categoria dilettanti che non può retrocedere perché non ci sono ulteriori serie dopo. Noi siamo nella stessa situazione: più in basso di così non si poteva andare. la risalita è soltanto morale.
Sigla:

Ma andiamo con ordine elencando le novità:

1) La ViaVerdi -ancora in via ufficiosa- lascerà il mai rimpianto Stadio “Dei Pioppi” di Bannia per le partite casalinghe. Quel terreno drena come Giampiero Galeazzi che fa le scale e l’impianto d’illuminazione è del tutto inadeguato. Ci lasceremo dietro pochi ricordi felici ma sempre di ricordi si tratta. Si ritorna a casa in via Verdi a Fiume Veneto. Il nome dell’impianto è Stadio Comunale – Sports Center di Fiume Veneto, ma presto lo battezzeremo adeguatamente.
2) La squadra è in via di definizione. Denis Mior rescinde il contratto con la società per accasarsi agli Euphrate Tigers (Le Tigri dell’Eufrate: squadra irachena di calcio a 5). Il portiere Max Onori appende i guantoni al chiodo per dedicarsi alla sua grande passione: collezionare niente. Giuseppe Cataldi si accasa all’Atletico Conéro, squadra amatoriale della periferia di Ancona. Anche capitan Davide Alba appende le ginocchia al chiodo e accetta un incarico dirigenziale nell’entourage VV. Timothy Geither è stato erroneamente scambiato per l’omonimo ambasciatore U.S.A. ed è detenuto, sempre per errore, ad Aviano (Pn). 
3) Annunciati alcuni colpi per il nuovo campionato che verranno presentati ufficialmente alla stampa stasera mercoledì 3 settembre 2014 al comunale di FV. Ma seccamente smentite da parte del presidente Siddi le dichiarazioni trapelate sugli organi di stampa che riguardavano l’ingaggio di Paul Gascoigne alla VV. << Avevamo un accordo verbale con Paul, ma dopo la sua ricaduta nell’alcoolismo abbiamo, di comune sentire, deciso che la Via Verdi aveva già abbastanza problemi così >>. 

La Sizza in Panca si presenta con un nuovo layout più snello e leggibile. Lo dico per gli oltre 6 lettori che ci seguono assiduamente. Se capisco come funziona questo template troverete anche delle novità con foto, video, musica e quant’altro dal mondo neroverde. Dal menù di destra (cliccate sui tre segmenti in altro dalla homepage) si apriranno una serie di link tra i quali spicca, novità, il calendario. Il calendario indicherà i prossimi 2\3 impegni della VV siano essi allenamento o partita, con tanto di indicazione del luogo e dell’ora.
Inoltre ho preso la decisione di rendere la Sizza più interattiva e documentale. Più spazio alle informazioni meno alle ciance, pur mantenendo il tono goliardico di sempre. 

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Ridotto ViaVerdi

L’estate è alle porte e quasi tutti i giocatori della Via Verdi stanno pensando come passare le vacanze mantenendo quella tonicità muscolare che ne ha contraddistinto le prestazioni durante l’anno. Infatti mancano 3 partite alla fine del campionato e alla fine di una stagione, che potremmo definire eufemisticamente, trionfale. Già trapelano i dettagli dell’estate v.i.p. che aspetta alcuni membri del club più importante di Bannia sud.

Il capitano Davide Alba verrà operato in artroscopia dal professor Otto Gustav Tassodermian e seguirà un percorso di riabilitazione fisioterapica presso la clinica ‘Der Erschlagen von Bremen’ (Il macellaio di Brema). Insieme al suo fido “Davidealba“, uno Yorkshire Terrier di 28 anni, scenderà poi nella Marche per una abluzione nelle benefiche acque del fonte battesimale del santuario di Loreto, anche se è vietato dal 1996 dopo il tragico annegamento di Mino il bambino.

Denis Mior seguirà un percorso di addestramento da survivor insieme al presentatore del programma DMAX One man army, Mykel Hawke. Da notare l’estrema somiglianza fisica tra i due. Denis ha recentemente dichiarato alla stampa che le sue prestazioni sottotono nella recente competizione CSI sono da imputarsi alla sua timidezza; ecco perché un corso d’addestramento lo aiuterà a credere di più nei suoi mezzi. Di ritorno dal deserto del New Mexico, darà alle stampe il suo primo libro-confessione “Io e l’Iraq”, scritto a quattro mani con la giornalista di guerra Giuliana Sgrena.

Max Onori sarà il primo uomo a raggiungere la vetta dell’Everest dalla luna, nonostante lo sciopero degli sherpa lunari rischi di compromettere la spedizione. Louis Armstrong ha già dichiarato che non farà parte dell’impresa perché stanco del suo ruolo di trombettista spaziale.

Yury Krasilnikov, dopo la cittadinanza, italianizzerà il suo cognome in Crasilino e modificherà persino il suo nome di battesimo in Giulia. Passerà gran parte dell’estate in Crimea tra coca&mignotte come vuole la tradizione moscovita. Seguirà un corso di Pilates per dare nuovo smalto al suo proverbiale “cambio di passo” e verrà personalmente allenato dal preparatore di Mark Lenders a tirare calci alle onde per spazzare meglio.

Roberto Andriani porterà avanti una doverosa battaglia sindacale per rovesciare il malcostume che lo vuole costretto a lavorare a Pordenone per gran parte del tempo. Se la spunterà potrà passare tutti i mesi estivi a Taranto, in congedo permanente, e risalire a Pordenone per qualche giornata di lavoro saltuario. – Nella prossima vita voglio rinascere pompiere alle Fiji -, avrebbe dichiarato il centrocampista al settimanale tarantino “Chitt’muort”.

Estate serrata per l’attaccante part time Mauro Bergamasco. Il 14-15-16 giugno sarà testimonial e speaker della sagra dell’EMOrroide di Cavolano (Pn); ospiti d’eccezione A’ Risa e i Papu. Il 29 giugno spinerà birra per sua beneficenza per la Festa dei SS Pietro e Paolo alla birreria bavarese di Cordenons (PN). Il giorno dopo presenterà al ridotto del Verdi la sua prima opera teatrale in veneziano “Saoirse 2”: nel cast Ennio Fantastichini (grande amico del Berga sin dai tempi di Fantaghirò), Marco Van Basten e Mariangela Melato. A luglio sarà il turno delle cover acustiche dei Metallica lungo viale XX settembre. Ad agosto condurrà un programma di cucina su TPN insieme a Elvio Zornitta (ex una bomber) e i Papu.

Simone Saro sarà co-conduttore, insieme a Riccardo Ferri, della rubrica notturna di Sky dal Brasile, “L’autogol”. In studio anche Emiliano Bigica (ex centrocampista di Bari e Fiorentina), Nunzio Floramo (opinionista) e i tifosi del Tipperary Town Fc, calcio gaelico mica cazzi.

Simone De Forni sarà ospite a Marostica (VI) all’annuale partita di subbuteo vivente. E’ un riconoscimento importante per il libero\regista arretrato della ViaVerdi perché l’ambita partecipazione viene conferita solamente ai giocatori più fermi dell’anno solare. Pochi sanno che Simone ha una passione venatoria: abbatte stornelli a pallonate dal tetto del Prix di Fiume Veneto (Pn).

Andrea Trevisan terrà un corso motivazionale presso il Mollificio Bortolussi dal tema “Motivazione & carattere: due requisiti per riuscire nel lavoro, nel calcio e nella vita”. Introdurrà il seguente dibattito il giornalista televisivo Gigi Di Meo con ospiti come Giancarlo Zambon, Furio Silone e Maddaleo Coriancig che me li sono appena inventati. La sessione seminariale sarà divisa in tre parti: I) Lamentarsi in silenzio: come boicottare il lavoro senza farsi scoprire. II) Gioco di squadra: come comportarsi se il boss ti mette in un ruolo non tuo. III) Le donne: capirle, dominarle, abbordarle.

Matteo Cieol si specializzerà alla facoltà di medicina di Pesaro e Urbino in una branca chiropratica ancora poco sviluppata in Italia. Grazie all’olfatto sviluppato nel suo lavoro di tabaccaio, annusando centinaia di fragranze diverse, Matteo ha scoperto di avere un dono speciale: riesce a stabilire se un paziente è affetto da tumore alla prostata annusandogli l’inguine. Finora questa pratica non è universalmente riconosciuta dal mondo scientifico e sono soltanto tre i paesi dov’è praticata: Albania, Bolivia e Bannia.

Anche Lorenzo Brumatti avrà un’estate piuttosto ricca di eventi. Innanzitutto alla mattina dovrà alzarsi e questo potrebbe già essere un problema. Dalla fine della scuola fino ai primi di luglio dovrebbe provare il suo esperimento di non dormire mai. A luglio farà da testimonial della vodka “Crasilino” agli eventi Mokambo. Agosto lo vedrà organizzatore di uno dei più grandi festival di Taiedo, il rave di liscio: 36h di non-stop music con i più grandi artisti della scena romagnola e non, tra cui: I rodigini; Il mulino del Po; Armin van Buuren; Flying Lotus; Orchestra Bagutti; Piero Galassi; Marco e il clan; Alex Picone; Omar Codazzi; George Weah dj set; Renato Tabarroni che ci saluta con questo remix di un suo successo:

Dopo un anno da infaticabile tra lavoro, famiglia e poco turnover alla ViaVerdi, anche Igor Gregoris vedrà arrivare le agognate vacanze, sospirate quasi quanto una sostituzione al 30° del primo tempo. Dovrebbe, come ogni anno, tornare nei Carpazi a decapitare cattolici ortodossi. Perché lui è Vigo.

Il resto della rosa in pillole:
– Samuel Appiah: farà un provino con il Trazbonspor, ma fonti vicine al club turco dicono che buoni polmoni non è uguale a buoni piedi.
– Marcello N’Kono: è stato visto alla frontiera di Gibilterra con la maglia n°19 della ViaVerdi.
– Alessandro Lo Coco: inizierà un corso per guardalinee presso la scuola per arbitri donna Lino Peruch di Porcia (Pn).
– Nunzio Floramo: scriverà un libro di ricette culinarie a base di carne rossa insieme ad Annamaria Franzoni.
– Alberto Ragagnin: si candiderà al posto di Joseph Blatter come presidente della Fifa.
– Marco Del Col giocherà titolare nella sua squadra immaginaria. Ma perderà la sfida contro la squadra immaginaria di Giuseppe Cataldi per 2-1 (doppio Cataldi; Del Col)
– Emiliano Coghetto: dice di avere notizie sul caso Gambirasio.
– Giuseppe Cataldi: finirà, non si sa come, in una foto di gruppo su Hurrà Juventus.
– Timothy Gaither: ruberà una roulotte e parteciperà a una puntata de “Il mio grosso grasso matrimonio Gipsy” nei panni dell’imbucato.
– Ferdinand Shkurti: giocherà titolare nella Dinamo Tblisi allenata da Achille Toffolon.
– Claudio Testa: parteciperà a Coverciano a uno stage con i migliori portieri dell’anno, eccezionalmente allenati da Stefano Tacconi.
– Giovanni Di Benedetto: quasi ultimato il passaggio dalla panchina della ViaVerdi alla panchina di casa.
– Alessandro Sforzin: morirà per una ingenuità.
– Francesco Siddi: prenderà il posto di Gianni Sperti a Uomini & Donne a aprirà uno studio di consulenza psicanalitica per tutti i giocatori della ViaVerdi che vogliono andare via perché non trovano abbastanza spazio in spogliatoio.
– Antonino O’ Russ: sparito dai radar per alcune divergenze tecniche, è stato visto mentre cercava di manomettere i freni dell’auto del presidente Morson.

 

7 Ronin

Denis Mior è Chianu Rivs in 7 Ronin. Regia di Nicola Fantin

Denis Mior è Chianu Rivs in 7 Ronin. Regia di Nicola Fantin

Rōnin (浪人), letteralmente “uomo alla deriva” o “persona che impara a diventare Samurai”, è un termine giapponese che designava il samurai decaduto, rimasto senza padrone o per la morte di quest’ultimo o per averne perso la fiducia. 

 

Trama:
Sette reietti tentano un’impresa suicida contro l’esercito Narciso. Verranno travolti dalla furia dei nemici ma la loro leggenda rimarrà nella Storia regalando un esempio di attaccamento ai valori guerreschi e un inno alla resistenza.

Recensione del film:
Girato con quattro soldi a Cordenons, il kolossal di Nicola Fantin ripercorre le gesta di 7 eroi che tenteranno un’impresa epica ai limiti del buon senso contro un intero esercito. Nonostante la tenzone sia segnata in partenza i 7 decidono di dare l’esempio e versare il loro sangue da eroi sul campo di battaglia. A guidare la spedizione il ronin Denis Mior coadiuvato dai sempreverdi Jury Krasilnikov, Mauro Bergamasco, Massimiliano Onori, Ferdy Sculli (cugino di Pino Sculli, attaccante dell’Ndrangheta), Francesco Siddi e Roberto Andriani. L’intensa interpretazione di Bergamasco lo candiderà ai Golden Globe come miglior attore non protagonista.

Le reazioni al botteghino.

<< Absolutely Brilliant. Astonishing >> – L’Esquire –

<< Un viaggio verso la periferia del calcio che non conta >> Massimiliano Pighin – Il Messaggero Veneto –

<< Un martirio, un’orgia di sangue e di eroi >> Marco Van Basten.

<< Dai fioi un po’ de voja >> Achille Toffolon.

<< Mior sfodera il suo carisma da sindacalista; Bergamasco è superbo; Krasilnikov un nichilista post sovietico >> Mika Gorbaciov.

<< Come il burro sul pane >> Forrest Gump.

<< Petite dejeneuse; les jeux son feis; arien ne va plus >> – Le Monde –

<< Come rendere un venerdì sera qualcosa da ricordare >> Zach Galifianakis

<< Le fettine panate >> Licia di Kiss me Licia.

<< Ma cos’è diventata il calcio una giungla, cazo >> Alberto Malesani.

<< Tutta la notte coca e mignotte >> tifosi del Genk.

Riepilogo delle puntate precedenti: la caduta libera.

Villozza   41
Kapuziner 37
Religio 36
Pomata Arnica 32
Diego Nargiso 31
Villado’h 29
The Crow 28
Girardengo 21
Occhio alla Pesa 19
Crampetto 18
Saranno Sarone 15
Long Playing 12
La Livenza 9
Muffa Verde 8

Il Campionato: Csi serie B

Continua il solitario del Villozza che vince solo perché gioca in casa alla domenica mattina, mentre gli avversari o dormono ancora o sono ancora sbronzi dal sabato sera. Bagarre dietro la capolista per accaparrarsi un posto champions: 6 squadre in 10 punti con molti recuperi ancora da giuocare. Il campionato della sfiga, del calcio che non conta, del materiale umano-atletico scadente inizia con i 21 punti del Girardengo e finisce con la Via Verdi (8), anch’essa solitaria all’ultimo posto. Neanche il Sassuolo, nemmeno la Juve Stabia.

Analisi semiseria della Via Verdi. 

1) Non si può prescindere dal fatto che la squadra in estate è stata costruita sull’idea che se le partite iniziano da 0-0 è anche possibile finirle in tal modo. Ma una squadra costruita per pareggiare non si può permettere di regalare tanti gol. Papere, lisci, buchi, autogol, rigori contro. In queste ultime giornate ne abbiamo viste di tutti i colori e mai, dico mai, un episodio a favore.

2) La rosa è quella che è, ma a questo dobbiamo aggiungere gli infortuni e una condizione precaria. La sosta invernale con annesso diluvio universale ha definitivamente affossato la già deficitaria condizione atletica dei Verdi di Fiume. Alla sosta, in dicembre, la squadra sembrava reggere l’urto degli avversari sul piano atletico e qualche risultato stava maturando. Gli oltre due mesi di digiuno dalle corse ha portato la maggior parte della rosa a perdere il passo di gara che non è mai stato ritrovato. Ciò è dovuto a molti elementi concomitanti: a) ripresa tardiva degli allenamenti. b) l’imprevista stagione monsonica che ha colpito il FVG tra gennaio e febbraio. c) mancanza di partecipazione agli allenamenti. d) defezioni irrimediabili nella plantilla (Sforzin, Vaccher, Alba, Coghetto, Ragagnin, Shkurti, Babuin, Morson, Gaither) e) a causa del punto c, gli allenamenti per i superstiti sono stati blandi e la resistenza in campo si vede. f) Coloro che hanno tecnica, temperamento e numeri per mettersi la squadra sulle spalle non hanno il carattere per farlo (o la necessaria visione di gioco). g) un generale disinteresse per le vicende societarie e per l’andamento del campionato. Chiaro che non si possa pretendere da tutti lo stesso impegno e dedizione ma se avessimo la metà dell’entusiasmo di Checco Siddi, le cose andrebbero senz’altro meglio.

3) Il cuore della discussione. Ovvero la mancanza di comunicazione all’interno dello spogliatoio, che è connessa a una delle maggiori problematiche all’interno della Via Verdi. Per disposizione psicologica personale sono propenso a vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto, ma ciò non mi impedisce obiettività e imparzialità. Di conseguenza queste argomentazioni non hanno me come oggetto, ma solo come soggetto che le pone all’attenzione della squadra. Abbiamo 8 (otto) punti. Frutto di due vittorie e due pareggi, tutti ottenuti tra ottobre e novembre. Ciò significa che non vinciamo una partita da mesi, anzi, che non facciamo nemmeno un punto da mesi. Giustamente il tecnico Toffolon sentenzia che senza agonismo e garra non si vince. Ma è solo questo il problema? Al di là delle defezioni per infortunio e oltre i limiti tecnico-atletici, possibile che la caduta libera non abbia freni? Una delle maggiori difficoltà riscontrate nella stagione passata è stata come e dove posizionare i giocatori sullo scacchiere. Un po’ perché gran parte della squadra non ha mai giocato a calcio e non conosce nemmeno i movimenti basilari; ma credo che questo sia un falso problema. E’ vero che le sbadataggini in campo sono causa di grosse sofferenze difensive, ma perché allora non allenare specificatamente i reparti? Toffolon ha giustamente notato che in campo non sappiamo che fare né con il pallone né con gli spazi e ha re-iniziato dall’abc del calcio: stop, passaggio, uno-due, triangolazione, inserimento. Ma a che serve se poi in partita ripetiamo ciclicamente gli stessi errori e le stesse prestazioni? Che cosa serve giocare a due-tre tocchi se poi in partita si tiene il pallone quando non si deve tenere, si passa quando non si dovrebbe passare e si sparacchia lungo quando nessuno sa aggredire la profondità? Mr T lo ripete in continuazione, eppure a mio modo di vedere nessuno di noi sa quando applicare in campo ciò che ha provato in allenamento. La difesa è intenta a chiudere e spazzare, il centrocampo poco muscolare non regge mai l’urto degli avversari anche quando sono in inferiorità numerica. Per non parlare dell’attacco asfittico (il peggiore della lega) che non è mai messo nelle condizioni di fare una giocata pulita. Ha ragione Vigo quando dice che il grosso del problema è la tenuta atletica ma a quella si deve e si può ovviare stando bene in campo. Visti da fuori sembriamo una barca in balia della tempesta: ci imbarchiamo ogni volta che il pallone cambia lato: come i pulcini che inseguono solo la palla. Questo non ha nulla a che vedere con l’agonismo, con il temperamento o altro. E’ un problema di testa o, per meglio dire, è un problema che non sappiamo proprio cosa fare in campo. C’è un’anarchia generale e individuale che impedisce qualsiasi tipo di giocata al di là della tecnica e dell’agonismo. In più mi chiedo: se gli uomini di peso, ossia quelli che non hanno timore di andare in contrasto con l’avversario sono pochi, è possibile produrre un calcio di quel tipo?

4) Ciò conduce all’ultimo punto: la gestione della rosa. Premetto che gli esempi che poterò non hanno alcun intento critico; non c’è nulla di personale e le scelte dell’allenatore non si discutono. Aggiungo che personalmente non ci tengo né alla titolarità, né a giocare anche un solo minuto se la mia condizione è quella degli ultimi mesi: è solo una constatazione dei fatti. Abbiamo 8 (otto) punti, siamo ultimi in solitaria con il peggior attacco e la terza peggior difesa e la rosa è ristretta diciamo a 16 giocatori. Alcuni giocatori come Krasilnikov giocano sempre non solo perché se lo meritano, in quanto sempre presente agli allenamenti, ma anche perché non hanno ricambi che possano surrogarne le caratteristiche. Ovvio ci siano dei ‘preferiti’ dell’allenatore perché storicamente legati alla ViaVerdi e perché incarnano quel tipo di gioco d’altri tempi che il campionato amatori impone. Pur tuttavia ciò ha prodotto 8 (otto) punti. Questo non significa addossare la croce all’ossatura storica della squadra, ma se i risultati sono così scadenti perché non cercare nuove soluzioni e nuovi obiettivi come divertirsi? Quello che trovo davvero deleterio sia per lo spogliatoio sia per lo spirito di squadra è che non ci si diverte a giocare a calcio. In campo si sentono solo urla, rimproveri, corri di qua, insegui di là, errori individuali stigmatizzati da sostituzioni punitive. Comprendo che quando l’ossigeno arriva rarefatto al cervello non si possa essere lucidi nella visione di gioco ma perché sottolinearlo? E’ giusto che uno come Ferdinand Shkurti, nonostante sia un caro ragazzo, sia titolare dopo due allenamenti e tre mesi e mezzo di assenza senza giustificazione? E’ giusto che Samuel, appena arrivato a rimpinguare la rosa (a proposito: benvenuto), abbia giocato TUTTE le gare da titolare soltanto perché presenta quel carattere muscolare che sembra mancare alla Via Verdi? E’ giusto o naturale che chi arriva tardi (magari anche tra primo e secondo tempo) sia immediatamente catapultato in campo anche senza riscaldamento (come capitato a Denis Mior a Sarone?) e che uno come Lo Coco, da anni alla Via Verdi, si faccia due-tre partite come guardalinee pur essendosi presentato a quasi tutti gli allenamenti anche sotto il diluvio universale nella palude del Dei Pioppi? E’ giusto che Del Col non abbia praticamente mai giocato titolare o gli siano riservati pochi minuti a partita? Comprendo che l’impegno vada premiato e l’assenteismo punito come nel caso di Tonino, ma questo è un malcostume diffuso impossibile da non notare. Si tratta di rispetto per le persone che hanno aderito a una società amatoriale, che non pretendono di giocare ma che si divertirebbero di più se lo facessero. Perché viene lasciato così poco spazio a Mauro Bergamasco quando l’unica altra opzione a disposizione è Vigo che, povero, non può accollarsi tutto l’onere dell’attacco da solo? Poi non ci si chieda perché è così difficile riuscire a mettere su una squadra.
Su 17 partite abbiamo fatto risultato in 4 occasioni. La percentuale è presto fatta: le chance che la Via Verdi centri un risultato utile sono attualmente del 23% (e di risultati utili ce n’è due su tre), mentre le possibilità di sconfitta sono del 77%. Ok, sono percentuali dinamiche, ma questa è la realtà. E allora perché non ruotare i giocatori? Perché, usando parole poco consone, non facciamo sentire tutti utili al centro del progetto? Credo che recuperare certo spirito sia più fondamentale che centrare una vittoria. L’entusiasmo non viene solo dai risultati, ma dal sentirsi tutti impegnati, dal remare tutti in una stessa direzione. Quello che mi domando è: dopo un’annata del genere (ed è già la terza consecutiva per la Via Verdi) chi glielo fa fare ai non titolari o a quelli messi in disparte di impegnarsi per un’altra stagione se stanno in panchina in una squadra ultima in classifica? Sarebbe mortificante per chiunque. Senza contare l’inutilità della propria posizione individuale vedendosi scavalcati e non essendoci una vera meritocrazia in materia. Io non posso credere che sia ansia di vittoria o desiderio di disporre la miglior formazione possibile sulla carta, semplicemente perché una migliore formazione possibile non c’è in una squadra che ha vinto due volte (e pensate a come abbiamo vinto). E non voglio nemmeno pensare che ci possa essere l’ombra di un clientelismo senatoriale dietro. Sebbene sia convinto che chi ha portato la Via Verdi nel cuore e nei polmoni per tanti anni abbia un diritto di prelazione (ma più che diritto parlerei di essenza stessa della società), la questione non può essere debellata con superficialità. Io sarei ben felice di fare il guardalinee se ciò significasse vedere in campo Lo Coco o chi per lui. Non è detto che tutti la debbano pensare come il sottoscritto (intendo la storia del guardalinee) ma recuperare un po’ di spirito di squadra è argomento cogente. Visto e considerato che i risultati non solo non arriveranno ma che è persino inutile perdere le staffe per questo motivo, perché non proviamo altre alchimie? Perché se si perde l’entusiasmo, si perde il gruppo e se si perde il gruppo alcune belle realtà esistenti da più di 4 lustri rischiano di scomparire. E sarebbe un peccato.

Lascio il lunghissimo commento con le sagge parole di Alessandro Lo Coco dopo la batosta di lunedì:- Rispetto a una volta non ci si diverte più -. Ed è una sensazione ancora più amara della sconfitta.

Stagione 2013\2014 – la Sizza: Giovanni Di Benedetto*

GdB indica la Via del gol. Sullo sfondo mister Toffolon approva.

GdB indica la Via del gol. Sullo sfondo mister Toffolon approva.

Nome: Giovanni Di Benedetto
Ruolo: quarta punta (giocano in tre)
Nome di battaglia: La Sizza, Philosophy Doctor, Sanbeneditar, Michele.
Prestazioni 2013\2014: “Oggi spero di non giocare… cazzo mi ha messo…noo sono morto” frase ripetuta ogni lunedì. Attaccante ecclettico, centrocampista ecclettico, riserva ecclettica. Autore di scatti improvvisi (sotto evidenti e mai celati usi di sostanze dopanti) che ricordano Nippo Nappi quando giocava a Udine. In campo si distingue per i suoi articoli sulla Sizza e per i capelli somiglianti tra l’altro a quelli di Nino d’angelo in “La Discoteca”. Autore di una Barbugia Urticante da 48 metri dopo sei dribbling trasformata in gol dal portiere del San Lorenzo (a cui è stato assegnato il gol).
Media voto: con tre ragazze 5.5, con due ragazze 7, con una ragazza 8, da solo dà il meglio di sè.

* scritto ed ideato da Denis Mior che si dissocia persino dal suo stesso pensiero. L’autore si è solo permesso di cancellare i nomi delle tre ragazze coinvolte nell’affaire di cui sopra al fine di preservare la loro privacy.

Stagione 2013\2014 – ? : Claudio Testa.

La testa di Testa.

La testa di Testa.

Nome: Claudio Testa.
Ruolo: a noi ci avevano detto fosse portiere, ma forse intendevano pompiere.
Nome di battaglia: Fabio Testi, Carlo Testa, Paolo Testo, Carlo Testa di nuovo.
Prestazioni 2013\2014: le alte sfere stanno ancora pensando a come impiegarlo. Avrei suggerito il ruolo di commercialista della ViaVerdi.
Media voto: ahahahahaha

Stagione 2013\2014 – gli Attaccanti: Antonino Tortora.

Enzo Tortora.

Enzo Tortora.

Nome: Antonino Tortora
Ruolo: entropista.
Nome di battaglia: passala; l’altronino.
Prestazioni 2013\2014: presentato come il van basten del calcio amatori e colui che avrebbe dovuto risolvere il cronico bisogno di gol della ViaVerdi al momento è impegnato in una battaglia contro le sue qualità tecniche. Tuttavia è il capocannoniere con 4 goals.
Media voto: non male se non tira lui le punizioni.