Giustizia privata.

La Via Verdi perde punti e testa contro il Lecce sul neutro di Corva. Due a uno per i padroni di casa al termine di un match tiratino (ma con pochi tiri), dove è stato sventolato l’ennesimo cartellino azùl nei minuti di recupero quando gli animi si sono un po’ surriscaldati. Il cartellino azzurro è una vergogna nazionale.

Ciò ci porta immediatamente ai temi caldi della settimana: razzismo territoriale e violenza privata. E non posso farlo senza avvallarmi della collaborazione di un nuovo volto della VV, due volte vicecampione europeo di testate (si è arreso solo al russo Krasilnikov, in odore di squalifica in quanto si dice abbia applicato una placca di titanio sotto la fronte). Ecco a voi: Mary Elizabeth Mastronunzio

Nunzio - Justify- Floramo mentre festeggia l'argento agli Europei di Tallin.

Nunzio – Justify (leggi: Giastifai)- Floramo mentre festeggia l’argento agli Europei di Tallin.

Q: Nuntium, partiamo dall’intervento killer sul capitano Devidàlba. Cosa hai provato in quel momento?
N: Violenza, rabbia, rappresaglia.
Q: Non hai provato a pensare che avresti esacerbato gli animi già svaporati e portato danno alla tua squadra?
N: Io devo far rispettare la legge.
Q: Ma sei un vigile delle fuoco…
N: Vivo o morto tu verrai con me.
Q: non sei Robocop e nemmeno Alex Murphy (quello dentro Robocop ndr) Fermo, che fai? Metti giù quella mazza da hockey.

Justify ha deciso per la giustizia privata ma lo spirito del Patron Giuseppe Verdi incarnatosi nel mister ci ha ricordato che quella era una partita di calcio, non un set cinematografico con lo zombie stuntman di Charles Bronson. Credo di identificarmi con il sentimiento della squadra nell’assolvere le brutte figure di lunedì (parlo al plurale: da una parte e dall’altra). Di certo Am Corva-ViaVerdi non sarà stata una gara che poteva ambire a spostare l’asse terrestre, ma certi atteggiamenti non fanno bene alla retorica di queste parole. Sennò la barbarie è dietro l’angolo. Nunzio ci fa capire che ha imparato la lezione mostrandoci la fototessera della caviglia di Devidàlba e schiumando rabbia dal volto.

Albacaviglia

L’altro tema in calore è quello del razzismo territoriale. Tre episodi degni di biasimo sono occorsi nella partita di Corva. Il primo, durante la prima frazione, in cui Andriani, dopo un fallo subito, si accanisce in un idioma straniero contro l’avversario reo, il quale ha prontamente reagito dicendo che “qui si parla l’italiano”. Un atteggiamento tipicamente leghista che è assolutamente normale in questa landa. Il secondo episodio occorre nell’autogol del pareggio da parte di Trevi che ci ha sempre abituati a mettere gol nella porta avversaria. Trevi ci ha ricordato che non si può sempre scegliere la porta avversaria perché sarebbe razzismo territoriale. Teo Cieol gli ha fatto presente che è per questo che si cambia porta tra primo e secondo tempo. Il terzo episodio deprecabile avviene fuori dal terreno di gioco. Esprimo mio personale rammarico per l’oblio in cui è stato lasciato Alessandro Lo Coco lungo la fascia laterale a sbandierar. Non lo trovo molto corretto.

Am. Corva – Viaverdi 2-1 Marcatori: Tony (VV), aut.Trevisan e Coso (Am.C).
Note: – Nella bruma era difficile distinguere se ci fossero spettatori, direi a occhio e croce una decina. – Non pare anche a voi che gli arbitri anziani siano come i cinesi? Tutti uguali. – Cartellino azzurro per il numero 17 del Lecce per reiterate ingiurie contro il Signore Nostro Gesù Cristo, la sua dolce Mamma e il Padre, quello severo che gode a veder sventolare il cartellino azzurro per bestemmie.

Le Antipagelle.

Babuz: prende un gol da un suo compagno e un altro con la collaborazione di un compagno. Per il resto è bello.
Krasi: sembra in palla nel primo tempo, ma nel secondo invoca la madonna nera di Chernobyl.
Simone: già leader della difesa: sutura sicura.
Quel Novo: il suo forte sono le punizioni alte sopra la traversa. Ma dietro c’era bisogno del suo dinamismo.
Lorenzo: dinamico ma non sempre preciso. Preciso ma non sempre dinamico.
Trevi: l’autogol pesa solo per il momento nel quale è avvenuto, per il resto partita di sostanza in un ruolo non suo.
Cieol: sporca migliaia di palloni senza ripulirli.
Di Benedetto: vorrebbe stoppare un pallone, fallisce.
Andriani: reinventa il concetto di no-look. Guarda dove sono i compagni e poi lancia dove non ci sono.
Tony: il Binarelli dell’area di rigore. Prestigia un gol e se ne magna un altro.
Vigor: Il terrore dei Carpazi predica nel deserto dei Tartari.

A disposizione di mister Toffolon.
Mior: arriva nella ripresa, entra nella ripresa, sparisce nella ripresa.
Coghetto: si arrabbia con l’arbitro perché un compagno di reparto gli ha suggerito sbagliato. E l’arbitro minaccia una nota ad entrambi.
Ferdinand: dichiara alla stampa: sono solo al 14% del mio potenziale.
Lo Coco: sbandiera novo, sbandiera sempre ben.
Devidàlba: rientra dopo il rientro del rientro per infortunio e si infortuna. E’ il suo anno.
Nunzio Floramo: sotto la doccia.

Annunci

One comment

  1. Denis · novembre 13, 2013

    che ridere oh…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...