Le cronache di Arnica

Codesta narra le gesta del pelìde Miòr che perse il pallone con cui giocava da pargolo, dentro la palude attorniata da fossi e pioppi: tanto che la palude era soprannominata dai villani del loco la palude dei fossi e dei pioppi. E come per incanto da imberbe fanciullo che ancora non sapeva se il suo nome si scrivesse con una o due “enne” (ossia se Denis o Nenis), si ritrovò baldo vincastro del centrocampo verdiano a guidare un manipolo di manigoldi verso il prestigio et l’honore. Il terribile tiranno di Arnica insidiava i confini della contea banniese retti dal saggio re Achille I (detto Toffolone), famoso  per la cottura sulle braci con la carne disposta rigorosamente col 3-5-2 (tre wurstel, cinque bistecchine e due coste; più Babuin). Il salomonico Achille vistosi accerchiato dalle schiere con vessillo bianco\azzurro chiese ai suoi opliti l’agone per la vittoria. << Vittoria per noi è libertà>> pare abbia incitato gli stallieri a fine primo tempo. Miòr, come ridestatosi da un sogno che aveva fatto da bambino in cui suo nonno gli regalava le sue prime scarpe da calcio, dicendogli:<< Queste sarebbero per te se non fossi nata femminuccia>>. Al rimbrotto del bambino che lui non era per niente una femminuccia, il nonno esplose in un tripudio di frattaglie e nel cratere lasciato dalla sua esplosione, il piccolo Denis vide un budello che conduceva al Wyoming (leggi Uaioming), o così lui pensava. Allora Denis cominciò ad inoltrarsi in questo budello e vi rimase qualcosa come ventisette anni a strisciare nella terra. Quando finalmente vide la luce in fondo al tunnel si mise a scavare e spingere sempre più forte. Si sentiva la bocca riarsa ma assaporava già la consistenza dell’aria pulita, Sbucò con un piede e poi con l’altro in quello che lui pensava fosse il Wyoming e che invece era la palude dei fossi e  Dei Pioppi di Bannia (Pn). La forra che l’avea inghiottito sbucava fuori dall’area di rigore difesa dai vassalli del tiranno Arnica. La palla era lì, di un pallore spettrale, dopo essere sgusciata dalle ruvidità dei frombolieri arnicesi. Doveva solo essere spinta. Miòr la vide e la scagliò come un druido che ci crede…

Uno a zero e vaffanculo.

Le Antipagelle

VIa Verdi – Bar Arnica 1-0 (63° MIor)
Babuin: bello ed essenziale come diceva la Nannini.
Krasilnikov: un muro con la erre moscia.
Bortolussi: causa il rigore del 2-0 per gli avversari. Nella prossima partita.
Siddi: Siddi libero!
Andriani: irriconoscibile con quel taglio.
Cieol: sembrava un Galia bianco.
Cataldi: esce tra le lacrime.
Ferdinand: sulla sua fascia sembra di assistere a una royal rumble con il redivivo Eddie Guerrero.
Trevisan: voglio ma non faccio.
Antonino: su tutta la regione cielo parzialmente nuvoloso con ampie schiarite a partire dalla fascia sinistra.

Note: spettatori 5; al minuto 34 del primo tempo il capitano del bar Arnica viene espulso con cartellino azzurro per aver maltrattato un bambino (questa è fine. E il fine giustifica i mezzi).

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