Goodbye, sir + Borgo Cappuccini.

Il commovente addio del ‘Teatro dei sogni’ al suo comandante. Una storia che se ne va trionfando. Più propriamente La storia recente del club mancuniano. Un uomo che ha guidato la squadra per 27 anni: senza che voi vi scomodiate sono circa 10,000 giorni e che ha vinto almeno un trofeo e qualcosa all’anno. Immenso.

 

 

Nel frattempo la ViaVerdi cede il passo, nel recupero ai Cappuccini. 2-3 il finale in un secondo tempo rocambolesco e che sarebbe potuto terminare in ogni modo. Entrambi i gol firmati da Trevisan che riprende la vetta della classica cannonieri. La squadra ha giocato a sprazzi ma ha concesso troppe occasioni agli avversari, bravi a capitalizzare in momenti topici della partita.Uno\due marziale ad inizio ripresa al quale la VV sa reagire con intensità e coraggio. Una volta raddrizzata la gara tenta di andare a vincerla ma un contropiede fulminante all’89’ condanna la truppa Toffolon.

E’ stata un’annata strana, fortunatamente rallegrata dalla crescita della squadra e di alcuni elementi chiave. La difesa è da registrare e si sente l’assenza di Krasilnikov come marcatore e di un libero senza acciacchi. Il centrocampo deve trovare lucidità e nerbo nel sostenersi. Si frantuma e si pesta i piedi a ridosso della difesa e non riesce ad interdire con efficacia. L’attacco non può affidarsi alla speranza del lancio lungo. Cercarsi palla a terra è l’unica soluzione percorribile. Nonostante i numerosi e frequenti errori in appoggio in avanti non ci sono le caratteristiche per sopportare un gioco aereo sulla torre centrale. Né Bergamasco né Vaccher si trovano a loro agio spalle alla porta e sia Andriani sia il sottoscritto non abbiamo alcuna abilità aerea. Ciò implica che nella fase di passaggio le punte devono essere sostentate non con lanci lunghi dalla difesa ma attraverso un efficace gioco a centrocampo. Che complica il mantenimento di una linea che permetta la circolazione di palla. Giocare meglio non sta nella volontà, o peggio, nella condizione dei singoli ma in un più armonico coordinamento tra le parti\reparti. Muoversi insieme per muoversi meglio (e meno) e non ronzare come api impazzite intorno all’alveare\pallone. Nel calcio c’è sempre qualcosa dietro e quel qualcosa, alla fine, è sempre un errore tecnico (al quale si può parzialmente sopperire con l’allenamento e la concentrazione). Ma prima di giungere all’errore tecnico ci sono tutta una serie di livelli di errore che, nel nostro caso, si traducono meglio nell’aver giocatori che, seppur dotati tecnicamente, non hanno mai giocato a calcio e non conoscono che i rudimentali insegnamenti dei giovanissimi. Altri che hanno giocato ad alt(r)i livelli dovrebbero, in concertazione con l’head coach, prodigarsi nell’impartire una definitiva impronta di gioco. Obiettivo da raggiungere entro la fine della prossima stagione. In fin dei conti non si tratta di farsi il culo in allenamento (siamo amatori) né di rinnegare il proprio credo calcistico, ma semplicemente di seguire TUTTI una partitura fissa. In fin dei conti la quadratura del cerchio, nel bene e nel male, l’abbiamo trovata in questo 3-4-2-1 che, a mio personalissimo avviso, in caso di esigenza potrebbe essere plasticamente convertito in un 3-3-3-1: solita difesa con libero; pivote davanti alla difesa e due incontristi a tamponare sulle fasce e raddoppiare al centro[quindi seguendo un movimento prettamente orizzontale e permettendo alle tre mezzepunte di fare la fase di attacco dovendo farsi meno campo]; le tre mezzepunte installate a ridosso del cerchio di centrocampo con compiti di interdizione e di carburare la manovra offensiva. Le mezzepunte laterali dovranno fare il movimento in fascia, quella centrale approcciarsi dall’una o dall’altra parte per l’uno-due o il ponte per la punta; solita punta centrale).

Con questo sistema si perde il raddoppio sulle fasce, è vero, fase di gioco che facciamo comunque raramente. Si offrono più sbocchi d’appoggio alla manovra e la fase difensiva verrà supportata da ben due livelli frangiflutti laddove adesso ve n’è solo uno sebbene più denso. Nel modulo attuale sebbene anche le due mezzepunte siano coinvolte nella fase d’interdizione, coprire in 2 tutto il fronte della tre-quarti campo avversaria è poco ed estremamente dispendioso. Il 3-3-3-1 è utile solo a zona intensiva, ossia ogni giocatore di ogni linea deve presidiare uno zona di competenza in modo intensivo, con intensità. Altra fase fondamentale è il raddoppio. Coloro che sono posti come centrali nello schema compiranno, tutti e tre, un movimento orizzontale, andando di volta in volta a chiudere sulla fascia dove si sviluppa l’azione avversaria. Importante che ogni volta che il giocatore in posizione di centrale si sposta per il raddoppio in fascia, l’altro centrale retrostante avanzi di qualche passo per presidiare eventuali e repentini inserimenti centrali. I giocatori laterali, esclusi i marcatori, faranno invece un movimento soprattutto verticale anche per sfruttare eventuali superiorità numeriche.

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