La bandiera mettila nel cuore.

Forse è iniziato tutto quando le fighette hanno scoperto lo stadio come vetrinetta surrogato delle riviste di gossip (mi ricordo in modo vivido la paraguayana agli scorsi mondiali). Il ché implica ci siano giocatori come Matri, ad esempio. Eccetto un mio amico credo che gli juventini non esistano, esattamente come i torinesi che strascicano le<< é>> ma raddoppiano le consonanti quando nessuno li sente. Da non-più-juventino che co-implica il fatto che un po’ juventino (almeno finché sarà vivo il mio vecchio) lo sarò sempre (non chiedetemi quindi chi preferisca tra le tre grandi sorelle) e che una eventuale vittoria in CL mi farebbe un po’ gioire, vi assicuro che tifare Juve è un concetto vuoto, è come essere d’accordo con il governissimo. Nemmeno Vidal, il Buffon che saluta la curva nazi della Lazio, Marchisio il pavido esistono. Forse esiste, ecco, Chiellini che è tanto forte quanto tonto, catapultato dalla rossa Livorno in un mondo che neanche capisce tanto bene (<< Basta che continui ad inseguire il pallone, figliolo>>).

Ed esiste quel particolare-juventino che è Antonio Conte, che da bravo oriundo recita la parte. Questa gente non la capisco. Come quei calciatori che dicono che si trovano bene al Milan: solo perché Galliani ti porta la figa e il popper in ritiro. Qui si incastrerebbe in modo eccellente il discorso su quanto sarebbe forte Balotelli se fosse brutto come Ribery.

Anche uno come Conte ha capito che lo scudetto, in Italia, è bello se lo vincono le squadre che non lo vincono mai. Poi ci lamentiamo che la Coppa Italia e l’Europa League non valgano niente. Diciamoci un segreto: la Coppa Italia non vale fino a quando qualcuno non la alza, dopo aver vinto la finale.
Visto che è un tipo verace, le sue esternazioni trasudano la noia per questo scudetto scontato e  se lo vogliono tenere devono alzare l’asticella. Chiaro, mica coi suoi soldi. Io uno come Conte lo capisco: ambizioso, tenace e aziendalista quanto vuoi. Ma non capisco quelli che aderiscono a questo marketing gretto e marchiano, a tratti imbarazzante, che ti porta ad avere gli striscioni finanziati dalla società: puliti, plastificati e con le frasi pre-scritte (e non vietate ai minori) direttamente estrapolate da ‘L’arte della Guerra’ di Sun Tzu (magari). Ma dai. Ricompattare un popolo che non è mai esistito e, se è esistito, è quanto di più eterogeneo, parastatale possa essere concepito. Il tutto dopo una scandalo di proporzioni bibliche che se fosse successo in Inghilterra li avrebbero mandati a giocare in Irlanda del Nord. Ma no, non c’è nulla di certo. Sono convinto non ci sia nulla di certo: con le prove che avevano non serviva neanche scavare più in profondità. C’ha ragione Berlusconi: la giustizia non funziona.

Ma che Moggi sia solo un maneggione incauto non credo sia la tesi più accreditata oggigiorno. Allargo il campo: ovunque ci sia Berlusconi i sospetti sono legittimi. E anche se la percezione nazionale è ottenebrata dalla sua immagine mediatica, vedrete che al momento del trapasso avremo la stessa percezione che tutti quanti hanno di Andreotti. Tutti tranne la stampa, ovvio.

Dopo aver detto tutto questo al mio amico juventino, mi risponde:<< Ma non fare discorsi da milanista dai. Rigore si rigore no, nulla di clamoroso. Poteva finire 3-1 ‘sta partita. Sai cosa gli ciavava (fregava) di vincere lo scudo vincendo o pareggiando [perché gli ho anche parlato della percezione mediatica di vincere uno scudetto 1-0, anziché 0-0]. Tutto giusto così, fidati>>.

Un po’ di ragione ce l’ha, in senso strettamente calcistico. Esclusa la Juventus ditemi una sola squadra che, secondo voi, ha espresso un calcio migliore. Forse se la Fiorentina avesse trovato un po’ di continuità o se non si fosse fatto male Klose nella Lazio. Ma nulla di clamoroso, appunto.
Per inciso: a me la Juve di Conte non piace. Eccetto l’intensità e il ruolo di pivote aggiunto di Bonucci, non trovo grosse innovatività. Gli schemi in attacco sono tre, con varianti, ma tre di numero e l’unico giocatore veramente forte là davanti è Vucinic che, si sa, non ha sempre voglia. La differenza è nel ritmo e nel ruolo chiave di alcuni giocatori: Lichtsteiner, Asamoah e Vidal\Marchisio\Pogba. C’è anche da dire che si è presentato come il tecnico del 4-2-4 e adesso è più uno da 5-3-2, perché si vince di più. A lui non piace perdere. Ma come diceva Bielsa:- La sconfitta ci dona consistenza, ci solidifica-. E la scoppola di Champions ha un po’ svegliato dal torpore vanaglorioso Conte, si è reso conto che in Europa con il 5-3-2 di operai arrivai ai quarti (se hai un buon sorteggio agli ottavi). Perché i piedi buoni sono piedi buoni. Almeno una nota positiva in questo ennesimo scudetto senza più cuore.

E comunque io non farei mai un discorso da milanista neanche nel sonno.

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