La sizza del lunedì: 2013 la fortezza.

Aspettando la fondamentale partita con Malto, la serie A ha deciso di rendere giustizia ad una piovosa domenica rendendola insopportabile. La Sizza si è presa qualche giorno di stravacanza perché Dio ha ordinato a Giuseppe Verdi di costruire un’arca di fango e di metterci tutte le specie di animali di sesso diverso. Piove iazzo da giorni e il campo dei Pioppi è sprofondato a – 14 mt sotto il livello di Bannia. Non si gioca nemmeno oggi, dopo che è saltata la partita anche lunedì scorso. Il CSI comunicherà a breve il totoministri del governo Bersani e pensa di rigiocare tutto il campionato amatori calcio indoor in un maxitorneo massacrante senza limiti di tempo dove ne rimarrà soltanto uno, oltre a Christopher Lambert.

A proposito di Christopher Lambert. Quest’anno, il 2013, è proprio l’anno in cui la più famosa distopia cinematografica della storia era stata ambientata. Ma di quel futuro plumbeo non rimane che questo tempo infausto (leali) e le carceri sovraffollate. Non sto parlando di Blade Runner.

duemilaetredicilafortezza

Per cui se stasera non sapete cosa fare senza la ViaVerdi, vi consiglio caldamente questo capolavoro. Provate a ripetere anche voi il titolo: duemila e tredici la fortezza.

A proposito de La Fortezza, ve lo ricordate Antonio La Fortezza?

Antonio La Fortezza detto il Bello.

Uno che era la fortezza, ma non ce l’ha fatta. Peccato, La Fortezza.

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Niang par sbajo

Secondo Thomas Milian Allegri il Milano non è passato per questione di centimetri. La frase non è sua, ma è un plagio da un film di e con Mandingo. Ho visto due minuti di partita, mentre scendevo le scale (ho delle scale molto lunghe), ed ho capito subito che non sarebbe valsa  la pena né gufare, né guardare la partita perché quel maestro di calcio che è Allegro (andante) aveva inserito Mexé, che più che un difensore sembra una pubblicità contro i forti odori ascellari.

E se Oreste Lionel viene a casa mia e mi dice che il secondo gol è stato facile e voluto, perché Mexé teneva le gambe che neanche Heather Parisi, io gli risponderei:- A Lioné, vabbé che siamo forti quasi uguale, ma prova a rifare quel numero al ‘Dei Pioppi’, col campo che c’era lunedì-.

Silviomerda, che fa la cacca dagli occhi, ha sentito la partita con il marchingegno per la radioterapia, perché l’uveite, dice, gli impediva di mettere a fuoco i traccianti di Lionello. Tra l’altro pare che abbia fatto sottoscrivere l’abbonamento mediaset premium, a tutti i degenti del piano, compresa suor Maria Chantal, che del calcio non gliene frega niente, ma pensa solo alle prove allergiche con i profilattici.

Anche i cardinali, dopo la fumata nera o la fumata di nero, si sono recati dallo Zozzone per godersi la partita. Quasi a fine match, prima della pietra tombale di Jordi (Devid) Alba, visto lo sconforto del cardinal Scola, il prelato statunitense Dolan, prova a rincuorare il suo collega:- Coraggio Ettore Scola, avete ancora sette inning per recuperare -. E l’altro:- Ma va da via il ciap-. E tutti giù a ridere come non ci fosse un Massimo Boldi.

Dal rompipallone di MMACMZI: Dai, vai, vai, è tua, non puoi sbagliare, dai che passiamo, dai che passiamo. Noooo! Ma vaffanculo. Ci fosse stato Alessandro Pato (who?).

P.S. Spiace per la colonia rossonera in seno alla VV che ci credeva, ma io l’avevo detto: Berlusconi perde elezioni e qualificazione nel giro di un paio di settimane. E se lo dico io, buona camicia a tutti.

E se fa bene a me, va bene a meeee.

Perdere da s****zi

Sento nell’aria il motivetto di Massimo Ranieri, intonato dall’usignolo Bergamasco, che canta ‘Perdereee da stronzi’, perché dominare, nel gioco, quasi tutti gli 80′ e uscire sconfitti 1-2 è una beffa difficile da digerire. Me ne assumo gran parte della responsabilità nel primo tempo, perché se non finalizzi le occasioni macroscopiche che si creano, dopo le partite le perdi.

Ci sono tutta una serie di elementi da interpretare, affinché la sconfitta si trasformi in una lezione importante:

– Il campo di Bannia non è praticabile. E’ piovuto ininterrottamente 5 giorni, con una inopportuna mezza giornata di sole proprio il giorno del match. Pozze a risorgiva fuori le aree, dentro le aree, in mezzo al campo. Ai lati del campo si sprofondava di buoni 10 centimetri nel pantano ed i cambi di direzione erano pura utopia. Sia per noi che per gli avversari, chiaramente. Il ‘dei Pioppi’, per una volta, ci gioca contro. Emblematiche due azioni: la prima è quella che porta al mezzo rigore procurato da Vivan. Palla alta verso la nostra area di rigore che schizza al contatto con il terreno, il nostro Fabio deve compiere un repentino cambio di direzione perché la sfera si sta dirigendo verso l’avversario, ma scivola nel tentativo di recuperare. Inseguendo l’avversario, il contatto sicuramente c’è e si sente, ma l’entità è così lieve che il giocatore dell’Edil Narciso non cade nemmeno. Su un campo del genere è possibile fischiare un rigore del genere? A termini di regolamento forse ci sta, ma si dovrebbero tenere in considerazioni tutti i fattori, soprattutto climatici. Considerato che nel secondo tempo c’era un rigore solare su Mauro Bergamasco a 3\4 minuti dalla fine con la VV in pieno arrembaggio. La seconda è quella che mi vede protagonista: palla sulla sinistra amministrata da Mior, scatto sul filo del fuorigioco, palla filtrante, la controllo ed entro in area, alzo la testa per vedere com’è posizionato il portiere e carico il sinistro. Quando riguardo la palla, essa si è infangata ed è rimasta sotto, tento un estremo esterno destro, ma la cicco clamorosamente avendo il peso già quasi tutto su quella gamba. Visto che ci chiamiamo ViaVerdi e non ViaDeiPioppi, forse rivedere il contratto con chi gestisce il campo di Bannia è doveroso, considerata la situazione di degrado in cui è lasciato per tutto l’inverno. D’altra parte ci giocano tutte le categorie possibili ed immaginabili e con la meteorologia friulana non si scherza.

– La ViaVerdi, al di là della posizione di classifica che, dopo un quarto di girone di ritorno, comincia a starci stretta, è una squadra piuttosto tecnica e leggera dalla metà campo in su. Andriani, Vivan, Papavero, Io e Mior non siamo giocatori da palude cambogiana. Se la cavano solo il Berga, Alba e Trevi, ed i difensori perché sono più potenti di gamba. Su campi del genere perdiamo il 40% del nostro potenziale. E se nonostante tutto giochi meglio dell’avversario, ti girano ancora di più…

– La ViaVerdi, per scelta etica, non si lamenta dell’arbitro. E se il rigore ci poteva stare, la punizione a dieci minuti dalla fine che ci condanna è stata una bella invenzione. Palla che danza al limite dell’area, interviene Krasilnikov e quasi simultaneamente l’attaccante dell’Edil Narciso. Il nostro Yuri è in netto vantaggio, ma entra scomposto. Forse è stata la mole del nostro molosso a far pensare all’arbitro di aver visto qualcosa che non esisteva in natura. Vallo a sapere. O, forse, arbitro di Cordenons e squadra di Villa d’Arco (fraz. Cordenons) che conosce le prodezze balistiche del loro centrocampista, che tutti chiamano Cippo, mi dicono, vecchia conoscenza del calcio che conta. Se ci aggiungi che manca un rigore solare per noi e al nostro capitano ci hanno aperto la testa con il serramanico, manco fossimo a Scampia, ti viene da richiedere l’intervento di Giannoccaro.

– Rimane negli occhi una prestazione importante, impreziosita da qualche azione di prima che avrebbe meritato miglior sorte. Attendiamo la primavera e campi di erba.

– Il nostro archero Max Onori non ha compiuto una parata in tutta la gara. Abbiamo concesso agli avversari 4 tiri, un rigore e una punizione e altre due bordate che abbiamo richiesto uno shuttle alla Nasa per ritrovare il pallone nello spazio. E se perdi 1-2 dopo 80′ in cui il portiere non è quasi mia impegnato, allora dioboja.

– La manovra cresce, la condizione atletica regge nonostante il tour de force. Su un campo decoroso ne sarebbe uscita una bellissima partita, ricca di colpi di scena e, quasi certamente, non avremmo perso. Ed un punto ci stava stretto, comunque. Difesa bene, con un Ruvigne finalmente senza sbavature, anche se si nota che non è un difensore puro. Centrocampo a corrente alternata: qualche sparacchiata di troppo, ci si mette ancora troppo tempo a liberarsi del pallone e qualche imprecisione di misura nei passaggi. Il Berga (siamo a quota 4) ormai ne mette uno a partita e si trova perfettamente a suo agio in qualsiasi condizione atmosferica. Se mettessi qualche goal anch’io sarebbe perfetto. Mi rifarò, promesso. Ci rifaremo. Ormai ce la giochiamo contro chiunque.

Next Match: a fargli il culo ai Fiaschetti che già rubato un punto al ‘dei pioppi’.

Il mondo sotterraneo del calcio amatoriale.

Che non vi pensiate, siccome Mauro Bergamasco è diventato uno star grazie a questo blog, che tutto il calcio amatoriale goda della stessa popolarità. Il mondo sotterraneo del calcio amatoriale è fatto di personaggi truci, battaglie di fango, rosari di blasfemie e zoccole portatrici del virus del vaiolo. Spogliatoi scalcinati con annessa corrida di verruche, doccia giazza da tubi che ti guardano con l’occhio della ruggine. La pompa a risorgiva per netarse i scarpez, manco un angolo di panca per spogliarsi, Yury Krasilnikov, giocatori capelloni from another age. Ma il calcio è composto dalle squadre e dai giocatori che le formano e le fondano. E la Sizza vuole omaggiare coloro che perpetuano, ad ogni livello, il sacro rito del calcio. Quindi ecco una carrellata delle 10 migliori società, che si sono scelte, chi con notevole ironia, chi con delicato gioco fonetico, il miglior nome.

La ViaVerdi, in realtà, è fuori concorso. Vorrebbe indicare la Via, di Fiume Veneto (Pn), dove la squadra si allena, ma non gioca e dove ha la sede sociale. Quando invece le partite interne, si sa, le giochiamo al Dei Pioppi di Bannia (Pn), perché siamo dei rejetti. Il nome indica, barbaramente, la nostra provenienza.

In regione le leghe amatoriali si sfagiolano che è un piacere. Nella sola provincia di Pordenone ci sono due leghe diverse, con connesse serie A e B: l’onniveggente C.S.I. e Gli amici del Calcio. Senza scordare l’ingombrante presenza della tradizionale FIGC, che possiede una serie A regionale e una serie B divisa in due gironi territoriali (una versione miniaturizzata della vecchia C1, ma piena di pedate). Per completare la serie, manca all’appello l’Eccellenza Collinare (LCFC), che comprende gran parte della zona del Friuli che si estende ad ovest da Maniago e Spilimbergo, ad est fino al cividalese e poi a nord nella Carnia più petrosa. Dovrebbe essere divisa anch’essa in due gironi A e B, ma su Friulingol la classifica del girone B non si trova.

La Classifica*

1° Cappella Maggiore
Capisco che il paese si chiami così, ma la fantasia non avrebbe potuto superare la realtà. Rimane da capire se per Cappella Maggiore si intenda una cosa sulla falsa riga di grandi e piccole labbra.

2° Vecchio amore Montereale
Una seconda posizione che premia la nostalgia e il campanilismo. Allenarsi a Montereale dev’essere una tortura.

3° Carosello
Pippo Baudo.

4° Camolli
Che è quel panino che ordini sempre all’autogrill di Limenella. Senza trattino-Casut non rende uguale.

5° Haiducii
Che è questa qui:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

O sono fans della Dragostea, oppure la provenienza dei calciatori si svela da sé.

6° Cerneglons
Capisco che, anche in questo caso, la realtà superi la fantasia, ma è sempre bello sapere di non abitare a Cerneglons (UD).

7° ValColvera
Qui premiamo la toponomastica geo-territoriale. Effettivamente la Val Colvera è dopo la galleria di Maniago PN), è come entrare a Narnia. O in Carnia, che dir si voglia.

8° Inter San Sergio
Nello storico campo di San Sergio (Ts), completamente rifatto in sintetico negli anni in cui non si sapeva ancora se il sintetico fosse cancerogeno, i Sansergini si scelgono l’epitome della squadra italiana per eccellenza: l’Inte.

9° Nicola’s dream
Non sappiamo precisamente quale sia il sogno di Nicola, ma sappiamo che è di Nicola.

Inclassificabile° Am.C.Milan club
Premio pernacchia d’oro 2013. Come si fa ad avere così poca fantasia e così poca personalità?

Vince tutti i premi nella categoria futsal l’Athletic Bulbao

¿Que popò di ViaVerdi?

Anche Giuseppe Verdi si fuma una sizza con noi.

Anche Giuseppe Verdi si fuma una sizza con noi.

Stanotte mi è apparso in sogno San Giuseppe Verdi, vestito come Sbirulino, seduto sul suo trono di sangue (cit. Vigo il Carpatico – Ghostbusters II), aveva in mano un portasigarette in argento, sul quale tamburellava una sizza.
– Do you have a light?-. – Guardi che capisco l’italiano, signor Verdi -. – Fammi accendere, figliolo-.
Aspirò tre fitte boccate senza mai espirarle:- Mi piace che il fumo rimanga nei polmoni a lungo, è uno dei vantaggi di essere un Dio. Sei tu un Dio?-. – Ma quale dio, signor Verdi, non ha visto che gol mi sono mangiato?-. Rise senza muovere i muscoli facciali:- Il tuo unico e vero Dio delle Orchestre e dei Viali Alberati, ha voluto che tu sbagliassi quel gol memorabile per non scordarti che la vita mai ti donerà una sporca gioia e che l’umiltè è l’unico valore rispettabile-. – E ma allora sei un dio stronzo-.

Dal condotto lacrimale si sprigionò un denso fumo bianco, al cui interno mi apparve una chiara immagine.
Questa:

Sai chili fa

Provino per Uomini & Personaggi Disney di Maria De Filippi.

:- Perché, come disse il mio profeta Frankie Hi Nrg, gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Devi credere nella Sizza che ti fortifica e ti dona problemi respiratori e cardio-vascolari-.

Sigla:

La partita dei misteri: question time

1) Primo mistero doloroso: l’evidente rumore di ossa che si spezzano in area di rigore ad opera di Yury Krasilnikov era un effetto eco, oppure l’arbitro davvero non ha sentito? Sembravano due tavole di granito che cadevano l’una sull’altra.
2) Primo mistero gaudioso: dalla mia angolazione, a pochi passi dall’accaduto, pare proprio che il primo gol della ViaVerdi, in realtà, sia un autogol del numero 3 del Calzanello Club 31 (che deve il suo nome all’anno di fondazione, il 31 a.C. da parte di milizie romane dopolavoriste). Forse la nostra Ferdinona Shkurti l’ha toccata, ma la deviazione determinante è certamente del difensore. A chi attribuire la rete?
3) Primo mistero glorioso: il passaggio per il secondo gol mi ripaga dell’occasione fallita nel primo tempo?
4) Il gol del portoghese Gervaso era in fuorigioco?
5) Trevi è da nazionale?
6) Qual è quel difensore che magari si vede poco ma che si sente tanto nell’economia del match?
7) Max Onori secondo voi è da sv?
8) Why never Lo Coco?
9) Il gol del portoghese Gervaso era in fuorigioco?
10) Qual è l’elemento determinante del miglioramento di prestazioni e risultati della Via Verdi.

Per le risposte abbiamo in collegamento telefonico il preparatore dei portieri Michele Morson, che dalla voce sembra sobrio: answering time.

1) Per me era calcio di rigore netto.
2) E’ autogol, ma diamo il gol a Ferdinona che se lo merita.
3) No. Ti manca, come direbbe Parrucchieri-Pettirossi, l’occhio della tigre. E qualora fossi miope ti manca anche il monocolo della tigre.
4) Io avrei fischiato fuorigioco a prescindere. Ma io sono io, e voi nun siete un cazzo.
5) Si. Prandelli dovrebbe prenderlo in considerazione.
6) Facile, Alessandro Sforzin. Lo vedo concentrato come mai prima.
7) Onori ha fatto una buona partita e l’ho anche vistoprepararsi un sandwich con tonno e olive a metà del secondo tempo.
8) Lo Coco è un elemento imprescindibile, per una relazione stabile, che punti all’eternità.
9) Nella ViaVerdi non conta più chi segna. Vorresti dirmi che il gol di Gervaso è più determinante del passaggio di Bergamasco? O della percussione di Mior? O della granitica attitudine di Vivan? O del fatto che sono un guardalinee fazioso? O del piede educato di Jessica Alba? O dell’agonismo di Sforzin? O della versatilità di Vaccher? O di qualunque sport stia praticando Roberto Andriani? Suvvia. Eravamo una corazzata potemkin di bradipi fossili ed ora siamo un po’ meglio. Le vittorie rotonde, come questa, sono il giusto coronamento di un corale lavoro di equilibri. A volte si litiga, a volte ci si urla contro, perché in campo è così. Fuori dal campo tutto deve tornare al proprio posto, compresi gli pseudo-litigi, le pseudo-rivalità, i protagonismi. Questo vuol dire fare gruppo e, a parte rare e assurde eccezioni, siamo sulla strada giusta. Comunque il gol di Gervaso era in fuorigioco.
10) Il dato più evidente è la tenuta atletica. I primi tempi si soffre sempre un po’. Fatichiamo ad entrare in partita e subiamo per una ventina di minuti l’arrembaggio avversario, trovando con difficoltà la misura dei passaggi. Mentre le altre squadre, quasi tutte più attempate anagraficamente, calano nella ripresa, noi riusciamo a sfruttare una superiore condizione atletica e cominciamo a diventare gradevoli alla vista.

Ed ora un po’ di classifica per rinfrancar lo spirito tra un enigma e l’altro.
Sparga Prata 31
Budanzio Pedemontenegro 30
Pizzeria Ciao Mamma 29
Quartiere bel Formaggio 27
Diego Nargiso 25
Ghiranovagina 24
Sporti Gorgazzo 24
Villadoh 22
Capuziner 18
Azzabello 17
Fiatella 15
Crampetto 12
Josip Verdi 12
Lp 8

P.S. So che qualcuno aveva predetto lo 0-3, ma non ricordo chi. In ogni caso non vale perché doveva porre la sua preferenza nero su bianco prima del match. Quindi nessun vincitore al totosizza della settimana. Guida la classifica sempre Alessandro Lo Coco.

Maria_Ferdinanda_of_Saxony

Justene Jaro

Immaginatevi una patata galattica, di quelle ibride che benedirete Mendel e il Santo Sepolcro per la sua cagnaggine interrazziale. Questa sunetta sta con un negrone tutto catena d’oro, canotta bianca d’ordinanza e simpatia. Sono sulla spiaggia di Caorle ed in sottofondo, dagli altoparlanti dell’Algida bar a forma di cono, si diffonde una musica da frosci. Lei c’ha bisogno assolutamente di un calippo alla coca cola perché con quel caldo, i suoi capezzoli hanno perso in turgidezza. Allora lui facendo la faccetta ‘bon per questa volta’ e ‘ guarda che il calippo t’angrassa ‘, si dirige con il suv da negrone, sgommando, verso il baretto. Mentre lui sta barattando la sua catena d’oro per un paio di gelati e dei bot, all’asciugamano di lei giunge un giappa vù cumprà che vende i cd piratati. Lui si mette subito a flirtare con quelle facce inespressive che solo i gialloni e, sorpresa, lei lascia il nero per l’occhio a mandorla e un lavoro sicuro. O forse, semplicemente, il nero le ha portato un calippo alla menta e lei si è stancata che lui non l’ascolta mai.

Impossibile?

Impossible is nothing for la ViaVerdi.
Mr.Toffolon collauda il modulo che ha fruttato due vittorie ed una sconfitta (evitabile) nelle ultime tre gare contro la prima della classe, la Pedemontana Budoia. Ed io che mi vanto di aver avuto una tipa in ogni comune del Friuli occidentale, dovrei raccontarvi de Lelaine, che è di Dardac, comune di Budoia. Ma non lo farò per una questione di privacy e perché voglio portarmi il ricordo di quel seno nella tomba dei ricordi.
Ne esce una partita epica, dove si soffre come sotto assedio in un primo tempo in cui i Budei vanno a 1oo all’ora, prendiamo un gol con una carambola beffarda e poi…succede l’imponderabile.

Onori 1, Krasilnikov 13, Vivan 31,Bortolussi 8, Ragogna 5 (st Shkurti 4), Alba 30 cpt (st Trevisan 7), Mior 11, Vaccher 17, Io 19 (st Gervaso), Andriani 10, Bergamasco 9. Gli ultimi cambi me li si segnali che non li ho visti.

Il primo tempo è duro. Tanta corsa ma moltissimi palloni persi. I budei spingono forte, soprattutto sulle fasce e il loro attaccante centrale è un moto perpetuo. La difesa imbarca ma resiste e il non lasciar loro i tiri puliti li rende imprecisi e nervosi. Ad Onori del vero il nostro portiere, senza compiere miracoli, sbarra la strada nelle occasionissime a tu per tu. Solo un’azione convulsa sulla fascia permette ai capoclassifica di passare in vantaggio. Ma siamo vivi. Capitan Alba non è al meglio, sulla destra si balla parecchio, dove tra luci ed ombre si rivede il Ruvigne riabilitato nel morale, Trevi (fu acciaccato) scalpita in panchina, io corro come una trottola arrivando poco lucido ai palloni giocabili, il Berga doma quel che può, Mior sta salendo di tono. Ho buone vibrazioni anche quando l’arbitro fischia l’intervallo sullo 0-1. Ed è uno dei pochi fischi che sentiamo, visto che lascia correre molto e sorvola su un paio di rigori solari per gli ospiti. Giusto così. D’altra parte non si può chiedere ad uno come Claudio Bortolussi di fare il tenero.

La ripresa è un’altra cosa. Il Budoia forse convinto di poter segnare lo 0-2 taglia-gambe in contropiede rallenta e retrocede il raggio d’azione. Ne approfittiamo immediatamente alla Inzaghi. Manovro una palla sulla sinistra che danza sulla linea laterale, con la coda dell’occhio vedo il Berga libero sulla mia destra: controllo, giravolta e palla geniale tra le linee per l’accorrente Trevisan che segna in pallonetto il suo 3° gol personale (pichichi). Sa-lu-ta-te la capolista. Perché la ViaVerdi non s’accontenta ed è pericolosa in più occasioni che spreca malamente (su punizione), o per troppa fretta. Con Andriani tutto cuore a tenere in piedi il centrocampo ed uno dei mior Mior della stagione, mi muovo meglio anch’io su tutto il fronte d’attacco a far gioco. La difesa pare di granito col Krasi che le piglia tutte e Vivan che spazza, gamba e palla, come non ci fosse un domani. Per quanto creato e la generosità profusa si meritava di più. Per noi è una vittoria.

Siamo cresciuti tutti. Nella testa, nell’aiutarci, nel seguire le indicazioni dell’allenatore. Manca ancora un gioco definito, ma questi risultati sono frutto di una migliore condizione atletica e tattica. Il modulo funziona e quando le cose semplici riescono, abbiamo anche una tonicità inaspettata a sostenerci. C’è ancora molta strada da fare: un insegnamento alla volta. Il Budoia è nettamente calato nella ripresa, noi invece abbiamo tenuto un’andatura superiore e giocando di squadra abbiamo ottenuto un punto d’oro. Ora eliminare tossine in vista dell’impegno di lunedì contro boh.

Hombre vertical:
Onori: salva la barca spazzata dalla tempesta nel primo tempo. Quasi inoperoso nella ripresa.
Mior: primo tempo sulla falsariga delle ultime prestazioni. Deve occuparsi del loro regista che è una rogna. Ripresa da applausi.
Vivan: ne scelgo uno della difesa, per sceglierli tutti.

Mr. Toffolon: ha iniziato a conoscerci con le nostre caratteristiche e limiti. Tranne che per Cataldi, ormai riesce a cavare il sangue dalle rape di ognuno di noi (eufemismo metaforico). Siamo interscambiabili.

P.S. Una plantilla al tavolo Bergamasco, por favor.
P.P.S. L’ellepi ha perso in casa con l’Azzacazza e non siamo più ultimi a parimerito.
P.P.S. Nel manifestare risentimento verso coloro che non hanno scommesso al Totosizza, vi rammento che il vincitore della settimana è il nostro scommettitore professionista, l’unico che riesce a scommettere anche su partite di hockey su ghiaccio ucraino: Alessandro Lo Coco.