Mai una sporca gioia

Mentre l’Italia over 70 in preda alla psicosi Imu decide di spararsi sui piedi (dimenticandosi di averlo già fatto), l’unica vera legge ancora valida è quella del gol. E se il PD vince ma perde, la ViaVerdi perde e basta nella monday night elettorale.

Sigla:

Il ritornello del profetico Max Pezzali in ‘La dura legge del gol’ tratteggia perfettamente la partita. La ViaVerdi, confusionaria e passionaria come al solito, esprime un calcio vivace per venti minuti,va meritatamente in vantaggio con Trevisan, subisce la remuntada del Ghiranova, con due eurogol della domenica che, per motivi elettorali, sono arrivati il lunedì, sfiora un paio di volte il pareggio e poi svanisce dal campo.

Toffolon ritocca l’undici ma non il modulo che aveva fruttato due vittorie consecutive: Onori 1, Vivan 31, Юрий Красильников 3 (che però ieri giocava con il 13 se non sbaglio), Sforzin 22, Mior 11, Alba 30 cpt, Papavero 20, Andriani 10 Trevisan 7, Io 19, Bergamasco 9. Ghiranova che gira molto bene palla e si trova a memoria, a fronte però di un minor dinamismo atletico che permette alla ViaVerdi di interdire e ripartire con efficacia. Al terzo affondo si va in vantaggio. Un cross dalla tre-quarti destra mi trova largo sul secondo palo, controllo e cross di sinistro per l’accorrente Trevi: 1-0 ViaVerdi. Si gioca ancor meglio dopo il gol, con una difesa ben posizionata e presente sulle caviglie degli avversari. Purtroppo il centrocampo rincula troppo per via della buona circolazione di palla degli avversari, d’altra parte né Papavero né Trevisan erano nelle migliori condizioni. Il pareggio è una doccia fredda: taglio sulla sinistra dell’attaccante e lancio in profondità dal centro del campo. Andriani e Vivan non riescono ad intervenire e l’attaccante tira una botta secca da fuori area che si insacca sotto la traversa. Il morale vacilla pericolosamente e l’azione successiva siamo già sotto. Di nuovo taglio sulla sinistra (nostra destra), l’ala s’incunea in area e crossa sul secondo palo. Il cross sbagliato diventa un tiro imparabile per Onori. Una sberla tremenda. Con rabbia ci lanciamo in avanti sfiorando più volte il pareggio. Alba su tiro da fuori, una mia azione personale in volata che non trova la testa di Trevisan per millimetri e ancora con un tiro di Bergamasco e Andriani. Tutto inutile.

Intervallo

Entra Vaccher 17 per Papavero che non ce la fa. E perdiamo ulteriore peso specifico in mezzo, anche perché Trevi gioca su una gamba sola, essendosi infortunato al polpaccio. Alba va a fiammate ma non ha la gamba delle precedenti partite e senza circolazione di palla, siamo in balia degli avversari che, dopo pochi minuti, ci mettono il bavaglio. Sulla mia fascia non arrivano palloni giocabili per dieci minuti e lascio il posto a Ferdi 4. La partita, già cattivella, si inasprisce un po’, ma è soprattutto a livello mentale che ci sgretoliamo. Dopo un paio di fiammate, la luce si spegne e subiamo costantemente la sterile manovra dei ghiraniani. Entrano Canton 16 e Cataldi 14, ma la musica non cambia fino al triplice fischio. Un’occasione sprecata.

Con la contemporanea vittoria del Campetto e del borgo Cappuccini, la situazione ridiventa difficile. Contro questi bisognava almeno fare un punto. Tra l’altro giovedì, in simultanea con il big match contro la capolista, l’ellepi, ultimo con noi a parimerito, gioca contro il non irresistibile Azzanello. Tempi duri, ma se giochiamo come nei primi minuti possiamo tentare contro chiunque.

Hombre vertical:

Trevisan: gioca acciaccato. Segna un gol, ne sfiora un altro. Fondamentale anche zoppo.
Bergamasco: ci mette cuore e grinta. Più quantità che qualità rispetto all’altra partita. 4stelle su 5 per lui, in ogni caso.
Baz-Sforzin: è uno ‘squilibrato’, ma ce la mette davvero tutta, anche perché spesso deve sdoppiarsi nelle marcature.

*Appunto mentale: mi menziono per l’assist, quindi per la gioia delle statistiche. Non ho giocato male, ma vado a corrente alternata e sono troppo frenetico nelle giocate. Più calma.

** Appunto mentale 2: l’assist è più rock del gol, ma solo se si fa gol. Quindi l’assist è, aristotelicamente, il gol in potenza. Oppure l’assist è il mezzo, di cui il gol è il fine che gli dà senso.

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