La confianza se genera a traves de los triunfos.

Nei giorni del bicentenario della morte di Giuseppe Verdi, patriarca della deep house e mascotte della VV, è facile che succeda l’imponderabile e che la maledizione che ha colpito la squadra nell’intero anno solare 2012 – la ribattezzata maledizione di Ivan il Tammaro– è giunta a termine. La VV si aggiudica il match interno di ricupero contro un Azzanello in caduta libera. 2-1 il risultato finale che premia i ragazzi di Toffolon ben oltre i propri meriti, ma come ci dice l’asso di danari: no val saper a chi ha fortuna contra.

Freddacronaca.
Tra le brume bannianensi succede che anche la ViaVerdi imbocchi il sentiero della gloria, al termine di una partita pazza e inopinatamente violenta.  Primo tempo contraddistinto dalla sofferente involuzione di gioco e di carattere della truppa Toffolon, al solito intimoriti e contratti. Si gioca al piccolo trotto e il campo infido, si sa, non aiuta la tecnica. Dalla panca, ma senza sizza, l’impressione è che lo scollamento tra reparti sia più un problema di mancato affiatamento e armonia che una lacuna tecnica. Ad esempio il prestigioso autogol di Baz Sforzin (apprezzabile il gesto tecnico), che porta in vantaggio l’Azzanello, non è frutto di una disattenzione personale. Non voglio fare l’apologeta del mito di tutti Baz, ma l’errore di posizionamento della difesa, scoperta da un centrocampo sempre piuttosto fragile, ha coadiuvato lo scivolone. Certo, quand’anche la sfortuna ci si mette di mezzo, succede che da un rimpallo nasca un pallonetto imprendibile per Onori (che avrà modo di riscattarsi con parate miracolose). Dopo l’autogol succede di tutto: Il Ruvigne, fedele al soprannome affibbiatogli, indossa i panni del boxeur e un tirapugni, per stendere il suo uomo di competenza con un destro alla Cammarelle. Inutile cercare alibi o analizzare chi abbia aizzato chi, il gesto è e rimane inqualificabile. Ma gli dei non vollero che l’arbitro s’avvedesse dell’accaduto. Nel frattempo giocatori in campo, insulti e il povero direttore di gara che fatica a contenere il giusto risentimento dell’Azzanello. Sarebbe stato rosso diretto, ViaVerdi in 10 e sotto di un gol. Toffolon, per evitare una caccia all’uomo, toglie il Ruvigne dal terreno di gara e da lì inizia un’altra partita. Perché è vero che gli errori dovrebbero essere scontati, ma il parapiglia ha il duplice effetto di caricare la ViaVerdi e innervosire l’Azzanello. Misteri del calcio.

Il secondo tempo è un’altra storia con una ViaVerdi gagliarda ed arrembante, che cambia il terminale d’attacco: un Bergamasco da calcio totale, al posto di un volenteroso Giovannino Vaccher e trova subito il pareggio su un netto calcio di rigore, procurato e realizzato da Roberto Andriani, fino a quel momento oggetto misterioso. Andriani è così corretto che nell’intervento del difensore non si butta nemmeno a terra e rimane miracolosamente in piedi, ma è punita la scomposta entrata del marcatore dell’Azzanello. Palla da una parte, portiere dall’altra: 1-1, anche se nella testa del tarantino si era materializzata la pazza di idea del cucchiaio. Poi gloria anche per Denis Mior, da ieri l’altro miglior marcatore della VV e che fino a quel momento non ne aveva imbroccata una. Nell’intervallo, siccome sono sensitivo, avevo detto a Mior di scuotersi e avevo predetto la sua marcatura. Il tempo d’inserimento su perfetto passaggio di capitan Alba (mi confermano) è di quelli giusti: Mior controlla, entra in area e fredda il portiere avversario: 2-1 e gioia. Il resto della partita è scandito da interventi al limite della thai boxe, barelle tolte dal cellophane e perdite di tempo che neanche l’Internazionale di Milano e la maledizione di Ivan il Tammaro che si sgretola. 3 punti che fanno morale, ci permettono di lasciare, momentaneamente, l’ultima piazza e aiutano gli audaci. Il bel gioco? Next time.

Hombre Vertical:

Max Onori: para tutto il parabile degli avversari. S’inchina solo alla prodezza di Sforzin.
Andrea Trevisan: anche se solo a tratti, ovvero quando è innescato, fa il bello e cattivo tempo sulla fascia. Giganteggia.
Roberto Andriani e Denis Mior: fino al momento della gloria personale sarebbero da prendere a scarpate, ma la vittoria è frutto del loro intuito e della loro tecnica.
Il capitano Devid Alba: spesso non si fida a farla filtrare per qualche compagno in posizione migliore, lanciandosi in ardite azioni personali. Ma provate a togliergli la palla dai piedi, se ci riuscite. Versione assist man infallibile.

Aupa Verdi!

Beppe gol, Beppe Gol, Beppe gooool

Beppe gol, Beppe Gol, Beppe gooool

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