Totosizza

scommessopoli

Giocare al TotoSizza è semplice.
Bisogna indovinare il risultato corretto della sfida in programma della ViaVerdi. Vi verranno fornite le quote per la partita e i precedenti tre risultati delle contendenti. I pronostici dovranno pervenire entro le ore 20.00, quindi 45′ prima del match.

Regolamento.
1) Possono scommettere tutti coloro che sono al corrente del Totosizza, compresi i giocatori della ViaVerdi e della squadra avversaria.
2) Non si scommette danaro altrimenti Alessandro Lo Coco fa rigori apposta.
3) Non conta il risultato da schedina (1,x,2) ma soltanto il risultato corretto ed, eventualmente, dalle prossime volte anche le ammonizioni (in caso di vincitori multipli). Ogni risultato corretto vale dei punti per stilare la classifica finale.
4) A fine campionato verrà predisposta la classifica dei vincitori. Al primo classificato andrà una fornitura di birra artigianale fatta dal sottoscritto. Al secondo classificato un paio di parastinchi (da rivedere in caso di vincitrice femmina). Al terzo classificato una fornitura di miele artigianale DeColle (che sono i miei vicini di casa).
5) Potete fare le puntate direttamente nell’apposito spazio per i commenti oppure sulla pagina facebook della ViaVerdi. L’importante è che usiate sempre lo stesso nome e\o nickname, così possiamo individuarvi.

Totosizza: ViaVerdi – Budoia quote 1 (4,80) x (2,50) 2 (1,23)
Precedenti match: ViaVerdi-Azzanello 2-1; ViaVerdi-Campetto 1-0; ViaVerdi – Fiaschetti 1-2
Budoia-Fiaschetti 4-1; Grande Italia- Budoia 0-2; Budoia-Villadolt 1-1
Andata: Budoia-ViaVerdi 3-1

Ci vediamo al ‘Dei Pioppi’ per la sfida.

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Mai una sporca gioia

Mentre l’Italia over 70 in preda alla psicosi Imu decide di spararsi sui piedi (dimenticandosi di averlo già fatto), l’unica vera legge ancora valida è quella del gol. E se il PD vince ma perde, la ViaVerdi perde e basta nella monday night elettorale.

Sigla:

Il ritornello del profetico Max Pezzali in ‘La dura legge del gol’ tratteggia perfettamente la partita. La ViaVerdi, confusionaria e passionaria come al solito, esprime un calcio vivace per venti minuti,va meritatamente in vantaggio con Trevisan, subisce la remuntada del Ghiranova, con due eurogol della domenica che, per motivi elettorali, sono arrivati il lunedì, sfiora un paio di volte il pareggio e poi svanisce dal campo.

Toffolon ritocca l’undici ma non il modulo che aveva fruttato due vittorie consecutive: Onori 1, Vivan 31, Юрий Красильников 3 (che però ieri giocava con il 13 se non sbaglio), Sforzin 22, Mior 11, Alba 30 cpt, Papavero 20, Andriani 10 Trevisan 7, Io 19, Bergamasco 9. Ghiranova che gira molto bene palla e si trova a memoria, a fronte però di un minor dinamismo atletico che permette alla ViaVerdi di interdire e ripartire con efficacia. Al terzo affondo si va in vantaggio. Un cross dalla tre-quarti destra mi trova largo sul secondo palo, controllo e cross di sinistro per l’accorrente Trevi: 1-0 ViaVerdi. Si gioca ancor meglio dopo il gol, con una difesa ben posizionata e presente sulle caviglie degli avversari. Purtroppo il centrocampo rincula troppo per via della buona circolazione di palla degli avversari, d’altra parte né Papavero né Trevisan erano nelle migliori condizioni. Il pareggio è una doccia fredda: taglio sulla sinistra dell’attaccante e lancio in profondità dal centro del campo. Andriani e Vivan non riescono ad intervenire e l’attaccante tira una botta secca da fuori area che si insacca sotto la traversa. Il morale vacilla pericolosamente e l’azione successiva siamo già sotto. Di nuovo taglio sulla sinistra (nostra destra), l’ala s’incunea in area e crossa sul secondo palo. Il cross sbagliato diventa un tiro imparabile per Onori. Una sberla tremenda. Con rabbia ci lanciamo in avanti sfiorando più volte il pareggio. Alba su tiro da fuori, una mia azione personale in volata che non trova la testa di Trevisan per millimetri e ancora con un tiro di Bergamasco e Andriani. Tutto inutile.

Intervallo

Entra Vaccher 17 per Papavero che non ce la fa. E perdiamo ulteriore peso specifico in mezzo, anche perché Trevi gioca su una gamba sola, essendosi infortunato al polpaccio. Alba va a fiammate ma non ha la gamba delle precedenti partite e senza circolazione di palla, siamo in balia degli avversari che, dopo pochi minuti, ci mettono il bavaglio. Sulla mia fascia non arrivano palloni giocabili per dieci minuti e lascio il posto a Ferdi 4. La partita, già cattivella, si inasprisce un po’, ma è soprattutto a livello mentale che ci sgretoliamo. Dopo un paio di fiammate, la luce si spegne e subiamo costantemente la sterile manovra dei ghiraniani. Entrano Canton 16 e Cataldi 14, ma la musica non cambia fino al triplice fischio. Un’occasione sprecata.

Con la contemporanea vittoria del Campetto e del borgo Cappuccini, la situazione ridiventa difficile. Contro questi bisognava almeno fare un punto. Tra l’altro giovedì, in simultanea con il big match contro la capolista, l’ellepi, ultimo con noi a parimerito, gioca contro il non irresistibile Azzanello. Tempi duri, ma se giochiamo come nei primi minuti possiamo tentare contro chiunque.

Hombre vertical:

Trevisan: gioca acciaccato. Segna un gol, ne sfiora un altro. Fondamentale anche zoppo.
Bergamasco: ci mette cuore e grinta. Più quantità che qualità rispetto all’altra partita. 4stelle su 5 per lui, in ogni caso.
Baz-Sforzin: è uno ‘squilibrato’, ma ce la mette davvero tutta, anche perché spesso deve sdoppiarsi nelle marcature.

*Appunto mentale: mi menziono per l’assist, quindi per la gioia delle statistiche. Non ho giocato male, ma vado a corrente alternata e sono troppo frenetico nelle giocate. Più calma.

** Appunto mentale 2: l’assist è più rock del gol, ma solo se si fa gol. Quindi l’assist è, aristotelicamente, il gol in potenza. Oppure l’assist è il mezzo, di cui il gol è il fine che gli dà senso.

La Sizza del lunedì: election derby

L'esultanza per il pareggio di Schelotto.

L’esultanza per il pareggio di Schelotto.

 

Il Pdl fugge con El Sharroy, ma la classe operaia oriunda lo riacciuffa. E se la cabala non si smentirà ci sarà pareggio anche alle politiche. La testa della classifica di serie A dice che.

PD 58%
Napoli 51
Berlusconi – 13%

Ovviamente il derby più importante l’hanno giocato in Liga venerdì: Athletic Club – Real Sociedad 1-3. Ed io sarei dovuto essere sugli spalti del San Mamès ed invece il senso civico ha prevalso.

Ma poi una cosa non l’ho mai capita. Vivi in provincia di Pordenone, Milano è una città che fondamentalmente odi e dove non ci andresti mai a vivere, eccetto per i trans di corso buenos aires e l’aria buona. Magari sei anche di sinistra perché tuo padre prima di te non ha creduto che quello di Craxi fosse vero socialismo. Oppure sei un sottoprolet che arriva a fine mese per un soffio e quando hai ricevuto la lettere rimborso dell’IMU 2012 ti ci sei fatto una foto insieme come coi v.i.p. E la domenica sera ti metti davanti alla tv sperando che uno come Mario Balonpiè segni per la tua squadra di merda. Allora non hai capito un cazzo. Allora vent’anni di Berlusconesimo non ti sono serviti a niente. Che ci hanno pure inquadrato il TUO (non mio) presidente che ci aveva gli occhiali da vista perché sennò attaccava la congiuntivite malarica a mezza tribuna e ti prende quel sentimento di rabbia e riconoscenza che non capisci nemmeno cos’è ma stai male come dopo 8 omelette col mascarpone. Che poi anche a livello cromatico è stato un derby inguardabile. Quei colori lì uno vicino all’altro dovrebbero portare all’impotenza. Oppure sei uno di quelli che Mussolini, a parte le leggi razziali, a parte l’alleanza con Hitler, a parte la parata del 6 maggio ’38 con i vessilli nazi che sventolavano nella città eterna, a parte il confino, a parte la guerra in Russia con le scarpe di cartone e gli asini, a parte la campagna d’Etiopia, d’Albania di Grecia, a parte la soppressione delle libertà individuali, a parte Matteotti, a parte lo squadrismo, a parte l’armistizio, ha fatto bene. Ecco, in quel caso tifare Milan dovrebbe essere logica conseguenza. Ed invece no, perché duro e puro come sei, Berlusconi ti sembra un parassita che si nutre di clientelismo. Allora cazzo tifi Milan a fare che c’è l’Udinese o il Portogruaro-Caorle?

Ma parliamo di cose che contano:

Stasera la VV affronta la seconda delle quattro sfide consecutive in programma, in un calendario fittissimo che, se adeguatamente sfruttato, potrebbe rilanciare le quotazioni salvezza della banda Toffolon. Fattore campo da sfruttare al ‘Dei Pioppi’ di Bannia, contro la Ghiranova, che più che il nome di una squadra di calcio, sembra quello di un marsupiale. La Ghiranova è a 21 punti, 7° in classifica a pari merito con lo Sporting Livenza, ben 13 lunghezze più di noi che potrebbero essere solo 10 dopo stasera e se la matematica mi soccorre. Una squadra solida, molto più solida di quelle incontrate negli ultimi turni, ma di certo non imbattibile. Anche se la VV ha un’arma in meno: la maledizione di Ivan il Tammaro scenderà su di noi in tutta la sua manifesta e pestilenziale veemenza. Per ovviare a questo inconveniente ho predisposto il rituale catartico e purificatore. Sale da cucina, gessetti per disegnare i pentacoli, acqua benedetta, dei dindi da sacrificare a Giuseppe Verdi e la maglia di Totò Di Natale. Tutto pronto, si gioca.

Le lacrime di Schelotto sono quelle di tutti noi.

Le lacrime di Schelotto sono quelle di tutti noi.

Via col Vento.

Due vittorie consecutive per la ViaVerdi non succedeva dai tempi di Gigi Cagni e il suo Piacenza tutto italiano. Monsieur Bergamascò regala i tre punti con una zuccata alla Javi Moreno quando giocava nell’Alavès dei milagros. E’ anche il gol numero 10 in campionato della VV e quindi al signor Bergamasco va una fornitura di depilazioni inguinali gentilmente offerti dall’azienda di giardinaggio inguinale Robyfuarfe (robe forti) tm.

La classifica dopo tot turni dice che:

Sbudoia 28*
Quartiere 1° ostaggio 26
Pizzeria Forza Italia 26**
Sporting Meneghèl 25
Edil Narciso e Boccadoro 22
Sporting Gorgazzo 21
Ghiranova letargica 21
Vialligol 20
Capuzini 15
Cazzanello 14
Fiaschetta 12
Campo de’ Campetto 9
ValVerde 8*
Atletico Long Playing 8

* Una gara in meno
** detta anche Pizzeria rimborso Imu

Se la salvezza a 40 punti rimane ancora una chimera anche per la prima in classifica, se anche ad uno come Sulley Muntari non viene diagnosticata l’encefalite cronica, ciò non significa che la ViaVerdi non abbia imboccato il sentiero della gloria.

Sigla:

E chi dice che Reva non era una milf col fiocco mente sapendo di mentine.

Ma veniamo alla partita:

Un gelido (e oserei dire ugro-finnico) borìn trasversale spazzava il sacro terreno di gioco ‘Dei Pioppi’ di Bannia. Il pioppo deve il suo nome dal termine latino ‘populus’, come veniva genericamente identificato l’albero in età imperiale. Populus, lo dice il nome stesso, significa popolo e ciò è da collegare al fatto che il vento tra le sue fronde genera un suono simile al vociare di una folla. Per cui giocare al ‘Dei Pioppi’ è arduo per ogni compagine, soprattutto se la bora semina il suo alito artico attraverso i pioppi e pare di stare innanzi a 13.000 tifosi festanti. Questo perché ‘La Sizza’ è soprattutto cultura a costo zero.

Contro il Campetto Toffolon schiera la sua dodicesima formazione diversa in dodici partite ma, fortunatamente, stavolta solo per problemi di abbondanza. L’undici titolare è il seguente: Onori 1, Sforzin 22, Krasilnikov 3, Verardo 26, Andriani 10 (come Maradono), Alba (cpt, 30), Mior 11, Papavero 20, Vaccher 17, Trevisan 7, Bergamasco 9. I correttivi tattici prevedono uno spostamento all’ala del regista Andriani per sfruttare la sua corsa e per una più sintetica circolazione di palla al centro del campo. L’abbassamento di Papavero sulla mediana è utile sia in azione di frangiflutti, sia nelle rapide ripartenze che vedono nella sontuosa prestazione Bergamasca (migliore in campo per qualità e quantità) il terminale offensivo per far salire la squadra. I primi minuti tutti di marca neroverde segnano uno spartiacque (speriamo continuativo) nella manovra: pochi personalismi, tagli verticali e meno distanza tra i reparti che permettono alla difesa di subire di meno. Se ci muove insieme e si gioca a pochi tocchi, tutto diventa più efficace e divertente. Punto più alto di questo primo tempo ( e della stagione della VV) è la bomba in controbalzo di Krasilnikov da 40 metri che tramortisce un passante dopo aver sfondato le reti di recinzione. Si segnala anche un ottimo intervento di Verardo che manda la palla nel prato della signora che abita a fianco allo stadio ( << Te la buco la palla>>. << La prego signora, è l’unica buona che abbiamo>>). Poi il gioco si fa molto spezzettato, anche a causa delle continue proteste dei Campetti ad ogni contatto. Ma la partita è sostanzialmente corretta. Poche emozioni sino al giallo dell’autogol. Palla messa al centro per l’accorrente Vaccher che viene anticipato dal difensore numero 22 del Campetto insaccando nella propria porta. L’arbitro vede una spinta di Vaccher che pare non esserci. Si va al riposo sul pericoloso risultato di 0-0.

Bortolussi 8, nell’intervallo, rileva un Vaccher un po’ a corto di fiato (pronta una cassa di pappa reale) anche per tappare le falle da quel lato del campo, essendo Giovannino Vaccher un giocatore più offensivo. Ma in questo secondo tempo sale in cattedra Grizù che comincia a tirare scamorze da ogni posizione. Da segnalare la grande condizione di capitan Alba: dal suo piede, infatti, nascono quasi tutte le azioni pericolose della VV, ma soprattutto si vede che comincia a fidarsi dei compagni e di se stesso, arrivando più volte al tiro (su punizione il portiere avversario deve superarsi). Entrano me, myself and I 19 al posto di un generoso Andriani e proprio da una punizione procurata dal sottoscritto nasce l’azione del gol. Alba scodella in area, un difensore del Campetto cicca clamorosamente e la palla giunge sul crapone di Bergamasco che prende in contro tempo il portiere. Il pallone è lento e ci sono attimi di tensione perché la sfera sembra non varcare mai la linea di porta. L’arbitro convalida e anche l’occhio di falco gli dà ragione. Un tanto por la VV.

Manca un quarto d’ora ed è giunto il momento di tirare i remi in barca ed inserire forze fresche. Si rivedono Ricky Corner 16 (al secolo Riccardo Canton, wrestler) e Ferdinand ‘Ferdi’ Shkurti 4, che sembra un altro da quando è tornato dopo la lunga assenza. Meno egoista, generoso e al servizio della squadra. Sembra perfettamente integrato nel nuovo indirizzo collettivista-socialista voluto dalla dirigenza. Dopo alcune emozioni da un lato e dall’altro con un bolide a sfiorare il montante di Trevisan su passaggio rivoluzionario del sottoscritto, c’è spazio per la passerella finale del Bergamasco per un prezioso presidente Siddi 27.

Parrucchieri-Pettirossi dixit: Finalmente sembrava giocaste in 11 (anche se non coniugata così).
Toffolon: do che ‘ndemo a magnar?

Hombre vertical:
1° Mauro Bergamasco che ci spacca la partita.
2° Davide Alba è il grido di battaglia.
3° Krasilnikov, un gigante come Zangief. Chi è Zangief?

 

P.S. Complimenti anche ai 7 superstiti che si sono spartiti 10 carbonare da Rudy a fine match, tra cui l’immancabile mister.
PPS Un ringraziamento anche a Robyfuarfe TM che ha offerto la depilazione inguinale all’autore del gol. Io avrei bisogno di un taglio di capelli, ad esempio.
PPPS: E’ con la morte nel cuore che vi annuncio l’acquisto di Tammaro Gervasio che da noi verrà chiamato Gervaso.

Aupa Verdes!

Verso il Campetto.

Giovedì la VV giocherà uno dei 28 recuperi di campionato che rimangono, sperando possa diventare un onesto campionato. Il Campetto, l’avversario. Chiederò l’origine del toponimo in quanto troppo generico. Campetto di cosa? Ricordi dei bei tempi andati? O Campetto come quando andavi in camporella a diciott’anni con la y10 della zia che ci è venuto un ictus e ti ha lasciato la macchina in eredità e che tu ci hai rotto l’albero motore in un fossato mentre cercavi di uscire da una paludosa sessione di rimjob con una tarchiatella che avevi abbordato poc’anzi in stazione e che poi ti ha rivelato di chiamarsi Giorgio? Insomma sempre dei bei tempi si parla. Io del Campetto non so niente. Non so da dove vengano, se siano autoctoni o meno. Se siano fortissimi, debolissimi o che. So solo che stanno in quella posizione di classifica in cui l’occhio non si imbatte mai, tipo l’Atalanta. Il teorema dell’Atalanta dice che: quando tenti di nominare ad una catalana in erasmus, che c’ha pure le ghiandole sebacee in calore e del calcio non gliene può fregar di meno, tutte e venti le squadre della serie A quella che manca è sempre l’Atalanta. E anche quando controlli sul televideo per eccesso di zelo e stolto completismo, l’occhio non ti cade mai sulla 13° posizione, dove sta sempre l’Atalanta. E t’incazzi: dov’è? Quale squadra manca? Possibile che non riesca a trovarla? E’ l’Atalanta. E lei comincia a capire che se continua così va in bianco, pure in erasmus, che secondo la sua amica Saray è impossibile non scopare in erasmus, solo perché sei un italiano malato fissato con il pallone. E allora comincia a bere sangria fino a vomitarne che, se fosse un’italiana, sarebbe al terzo bicchiere, ma loro trovano delizioso del brulè freddo che ti fa rabbrividire da quanto è zuccherato. E poi si beve anche il vomito, mentre tu continui a cercare l’Atalanta, cazzo, l’Atalanta. Ecco il Campetto dev’essere una squadra un po’ così: incolore. Sarà già tanto che non mi dimentichi di giocare mentre sto sto giocando.

Domani sera stadio Dei Pioppi di Bannia ore 20.45. Li manderemo tutti a casa!!!

Fuori amici, in campo nemici II

Mi permetto di ritwittare e di sottoscrivere:

[…] questo blog ama i talenti dilapidati perché la diserzione è l’ultima forma di rivoluzione nella società dell’immagine, sottrarre le proprie capacità alla macchina della riproduzione coatta e meccanica della ricchezza e del superfluo è l’unico modo per fermare quel treno che corre a velocità impazzite. La rinuncia al proprio talento è l’unico possibile elogio alla lentezza, e quindi alla bellezza. […]

Secondo me il motivo è che in altri tempi il grande giocatore, anche se alcolizzato, andava fatto giocare lo stesso. Rose limitate nel numero, investimenti da proteggere, meno grande fratello skysportivo per cui se non andavi allo stadio non sapevi le cose. Quindi di Best e poi di Gazza abbiamo assistito al declino sul campo, piano piano, giorno per giorno, e abbiamo amato loro e le loro debolezze fino alla completa dissoluzione del loro corpo. Di Adriano no.

In tempi di rose larghe e bilanci gonfiati una squadra può permettersi di nascondere il disfacimento di un giocatore dietro una pubalgia, un prestito in un campionato minore, mentre nello stesso lasso di tempo il grande fratello skysportivo ti aggiorna sui gossip del tizio in questione. Quindi tu vedi Adriano fortissimo, poi sparisce. Sai che beve, ma non lo vedi sbagliare in campo il tiro che prima avrebbe infilato in rete. Sai che si droga, ma non lo vedi non arrivarci più perché non ce la fa sull’imperioso stacco di testa ed essere sovrastato da un Bonera qualsiasi. Sai, ma non lo vedi.

Poi torna, è grasso, fa schifo e sbaglia tutto. Allora ti incazzi. Quello che è mancato ad Adriano per essere ammirato e rimpianto come Best e Gazza è stato per il pubblico il potere leggere dal vivo sui campi di calcio il romanzo della sua rovina. Come se di Rimbaud avessimo letto prima tutta una serie di ottimi ma noiosi romanzi di appendice e poi, dopo anni di mancate pubblicazioni, tutto d’un tratto, i Derniers vers. L’avremmo considerato uno sfigato, non un maledetto.

Loziodiholloway

Lacrimediborghetti

La confianza se genera a traves de los triunfos.

Nei giorni del bicentenario della morte di Giuseppe Verdi, patriarca della deep house e mascotte della VV, è facile che succeda l’imponderabile e che la maledizione che ha colpito la squadra nell’intero anno solare 2012 – la ribattezzata maledizione di Ivan il Tammaro– è giunta a termine. La VV si aggiudica il match interno di ricupero contro un Azzanello in caduta libera. 2-1 il risultato finale che premia i ragazzi di Toffolon ben oltre i propri meriti, ma come ci dice l’asso di danari: no val saper a chi ha fortuna contra.

Freddacronaca.
Tra le brume bannianensi succede che anche la ViaVerdi imbocchi il sentiero della gloria, al termine di una partita pazza e inopinatamente violenta.  Primo tempo contraddistinto dalla sofferente involuzione di gioco e di carattere della truppa Toffolon, al solito intimoriti e contratti. Si gioca al piccolo trotto e il campo infido, si sa, non aiuta la tecnica. Dalla panca, ma senza sizza, l’impressione è che lo scollamento tra reparti sia più un problema di mancato affiatamento e armonia che una lacuna tecnica. Ad esempio il prestigioso autogol di Baz Sforzin (apprezzabile il gesto tecnico), che porta in vantaggio l’Azzanello, non è frutto di una disattenzione personale. Non voglio fare l’apologeta del mito di tutti Baz, ma l’errore di posizionamento della difesa, scoperta da un centrocampo sempre piuttosto fragile, ha coadiuvato lo scivolone. Certo, quand’anche la sfortuna ci si mette di mezzo, succede che da un rimpallo nasca un pallonetto imprendibile per Onori (che avrà modo di riscattarsi con parate miracolose). Dopo l’autogol succede di tutto: Il Ruvigne, fedele al soprannome affibbiatogli, indossa i panni del boxeur e un tirapugni, per stendere il suo uomo di competenza con un destro alla Cammarelle. Inutile cercare alibi o analizzare chi abbia aizzato chi, il gesto è e rimane inqualificabile. Ma gli dei non vollero che l’arbitro s’avvedesse dell’accaduto. Nel frattempo giocatori in campo, insulti e il povero direttore di gara che fatica a contenere il giusto risentimento dell’Azzanello. Sarebbe stato rosso diretto, ViaVerdi in 10 e sotto di un gol. Toffolon, per evitare una caccia all’uomo, toglie il Ruvigne dal terreno di gara e da lì inizia un’altra partita. Perché è vero che gli errori dovrebbero essere scontati, ma il parapiglia ha il duplice effetto di caricare la ViaVerdi e innervosire l’Azzanello. Misteri del calcio.

Il secondo tempo è un’altra storia con una ViaVerdi gagliarda ed arrembante, che cambia il terminale d’attacco: un Bergamasco da calcio totale, al posto di un volenteroso Giovannino Vaccher e trova subito il pareggio su un netto calcio di rigore, procurato e realizzato da Roberto Andriani, fino a quel momento oggetto misterioso. Andriani è così corretto che nell’intervento del difensore non si butta nemmeno a terra e rimane miracolosamente in piedi, ma è punita la scomposta entrata del marcatore dell’Azzanello. Palla da una parte, portiere dall’altra: 1-1, anche se nella testa del tarantino si era materializzata la pazza di idea del cucchiaio. Poi gloria anche per Denis Mior, da ieri l’altro miglior marcatore della VV e che fino a quel momento non ne aveva imbroccata una. Nell’intervallo, siccome sono sensitivo, avevo detto a Mior di scuotersi e avevo predetto la sua marcatura. Il tempo d’inserimento su perfetto passaggio di capitan Alba (mi confermano) è di quelli giusti: Mior controlla, entra in area e fredda il portiere avversario: 2-1 e gioia. Il resto della partita è scandito da interventi al limite della thai boxe, barelle tolte dal cellophane e perdite di tempo che neanche l’Internazionale di Milano e la maledizione di Ivan il Tammaro che si sgretola. 3 punti che fanno morale, ci permettono di lasciare, momentaneamente, l’ultima piazza e aiutano gli audaci. Il bel gioco? Next time.

Hombre Vertical:

Max Onori: para tutto il parabile degli avversari. S’inchina solo alla prodezza di Sforzin.
Andrea Trevisan: anche se solo a tratti, ovvero quando è innescato, fa il bello e cattivo tempo sulla fascia. Giganteggia.
Roberto Andriani e Denis Mior: fino al momento della gloria personale sarebbero da prendere a scarpate, ma la vittoria è frutto del loro intuito e della loro tecnica.
Il capitano Devid Alba: spesso non si fida a farla filtrare per qualche compagno in posizione migliore, lanciandosi in ardite azioni personali. Ma provate a togliergli la palla dai piedi, se ci riuscite. Versione assist man infallibile.

Aupa Verdi!

Beppe gol, Beppe Gol, Beppe gooool

Beppe gol, Beppe Gol, Beppe gooool

La Sizza del lunedì: La Flacco

Per quanti, come me, ieri sera si sono gustati il superbowl (black out incluso), hanno dormito poco più di quattro ore e stasera giocano in campionato ho solo una cosa da dire: il down da cocaina potrebbe ridurre le vostre capacità emotive. E per quanti, sempre come me, si sono visti il posticipo della serie A in piedi, in un anonimo snack bar di periferia che faceva anche kebab, gestito da un milanista che si tinge i capelli e che mi\ci diceva che lui quelli di Udine li riconosce da chilometri dico: il calcio è senza riconoscenza.

San Francisco-Baltimore
Baltimora è la città con la più alta mortalità pro capite per pistolettate in da la fazza, ma da ieri è anche la città detentrice del mitico trofeo nfl. Ed è anche la città di Joe Flacco, che con un cognome così è già tanto riesca a fare sport. Partita elettrizzante con Baltimora che domina i primi due quarti per poi arrivare alla fine con la lingua penzoloni. La rimonta di San Francisco si infrange sul muro di corvi a 4 yarde dalla gloria e un netto interference non segnalato. Kaepernick & co. si svegliano tardi e dopo aver segnato in 4 drive consecutivi, si arrestano ad un passo dalla meta. Vince, un po’ a sorpresa, Baltimora ed è festa per Flacco, il grande incompreso.

Athletic Club
Pareggia al Nuevo José Zorrilla contro il Valladolid in una partita pazza che dopo 15′ è già 2-0 per i padroni di casa, ma che gli zurigorri riescono a raddrizzare grazie ai gol di De Marcos (nel primo tempo) e di Susaeta (nella ripresa). Remuntada sfiorata più volte, anche per alcune sviste arbitrali nell’area del Valladolid. Ancora segnali incoraggianti dalla truppa di Marcelo Belo, ma la fragilità difensiva è qualcosa con cui fare i conti.

L’Inte.
Perde a Siena e sono 6 su 6 punti persi contro l’ultima in classifica e destinata a scendere. Siena che se giocasse sempre con l’Inte andrebbe in Eurolega.

Milano-Udinese
L’unica cosa che mi sento di segnalare è la sobrietà con cui Guidolin ha commentato il rigore inesistente regalato al Milan al 92° e che ha fatto perdere la propria squadra: pazienza. Pazienza un cazzo.

Le altre.
Quello che tutto il mondo vorrebbe dire ma non ne ha il coraggio è: Scudetto al Napoli, Palermo e Zamparini in b e forza Archimede Morleo.

La ViaVerdi
Stasera ricupero di campionato contro l’Azzanello che non è una parolaccia. Si chiamano proprio così: Azzanello. E se non svengo dentro ad un pozza del mio stesso vomito forse gioco pure io.

Ecco tutti i go’