Bottomless crisis

Eh già, proprio quando tutto sembrava pronto per la grande celebrazione. Quando un record che sembrava imbattibile era alla portata di un altro -solo un altro centimetro, uno solo- alieno. Quando tutto il mondo, un po’ incredulo, un po’ gufo si chiedeva:- Ma Leo Messi non si spacca mai?-. Ecco arrivare la dura lezione della vita: non basta essere di gran lunga i calciatori migliori delle ultime millemila generazioni; non serve segnare valanghe di gol contro le difese ignoranti della Liga degli straccioni; non basta assoggettare -de facto- la corona portoghese, perché uno si senta hispanico. E poi ricordate che per costruire la ‘invincible armada’, che ha fatto una bella figura di merda l’8 agosto del 1588, gli spagnoli hanno desertificato l’intero territorio intorno ad Almeria. Quindi nel giorno in cui Leo Messi sarebbe dovuto diventare l’Imperatore del gol, succede che il portiere Artur gli esce a valanga sul ginocchio ed il numero 10 si accascia dolente ed esce dal terreno di gioco. Finalmente! Abbasso il Re! W il popolo e w il portiere Artur! Non me ne voglia ‘Il Messi-a del Calcio’, anche perché con quella faccia da culo che si ritrova e quella falsa modestia da periferia di Rosario, non inganna più nessuno. Il basso profilo mediatico de la pulce a me non ha mai infastidito più di tanto, ma sotto c’è sicuramente qualcosa se è anche l’unico calciatore al mondo ad avere la morosa cessa.

Antonella Roccuzzo alias Rocco Antonelli

Antonella Roccuzzo alias Rocco Antonelli

Ok, non è per niente cessa, soprattutto da dietro. Lui, invece, rimane una faccia da culo.

Il Barcellona già qualificato e già primo del girone (ma va? Davero?) giocava con la primavera dei pulcini del Barcelona B. Tito Vilanova tiene, giustamente, a riposo le stelle. Leo Messi è accomodato in panchina. D’altra parte ci sono altre 4 partite nell’anno solare per poter battere il record di goals di Gerd Muller. L’avversario è il Benfica che, come ogni squadra portoghese, è arcigna fino a centrocampo, mentre le punte sono delle pippe mostruose. Ecco perché si sono affidati al paraguagio Oscar Cardozo per sopperire all’anemia in fase realizzativa. La partita veleggia nell’inedia più assoluta. Vedere il tiki-taka degli azulgrana fatto da regazzini dell’ottima annata ’92\’93, il miglior raccolto vitivinicolo da che ho memoria, ti fa venire voglia di morire davanti al televisore. Sicché intervallo spezzoni di partita con l’intera filmografia di questa qui:

Savanna tutta panna

Savanna tutta panna

E anche questa qua:

Ammazza che mazza

Ammazza che mazza

Questo simbolicamente per farvi comprendere quanto lunghi possano essermi sembrati i 90 minuti di Barcellona-Benfica. Anche perché la filmografia di Tanner Mayes comincia ad essere bella corposa: in questo spezzone la nota attrice statunitense, schizza come sotto metamfetamine perché gli hanno fregato il cellulare.

Ma ad un certo punto del secondo tempo, quando anche il pubblico del Camp Nou si stava assopendo, qualcuno dalla gradinata si ricorda che Messi deve battere il record di Gerd Muller e allora cominciano ad invocarlo a gran voce: Messi di qua, Messi di là, Messi è fortone e vincerà. Finché Tito Vilanova, che s’era abbioccato già a metà del primo tempo, si sveglia si soprassalto e fa scaldare la pulce. Quando fa il suo ingresso in campo, non vi dico nemmeno in che posizione stava la Savannah…
Ma è una sera particolare. Sia chiaro Messi è sempre così. Uno che segna piuttosto che far segnare. La gloria segreta la vuole solo per lui. Ma quando gioca non dà mai l’impressione di essere egoista. Tranne ieri sera: serpentine, azioni personali prolungate, probabilmente con solo quell’unico obiettivo in testa: battere il record. Finché il portiere Artur non gli esce a valanga e lui piange in barella. La partita, in pratica, finisce lì. Ma Vilanova suda freddo e si dà ripetutamente dei pugnetti in testa dicendosi da solo quanto sia stato stupido ad aver esaudito la gradinata del cazzo.

Stamattina mi chiama Joan La Porta chiedendomi di non battere questo articolo in quanto l’allarme rosso è già rientrato: soltanto una contusione al ginocchio per la pulce. Niente legamenti, niente operazione. Potrebbe essere già in campo domingo contro il Betis Siviglia. Diciamo allora che è stato solo un avvertimento: caro Messi, non cercare così ossessivamente la gloria imperitura, ti perdi tutto il bello del gioco. E la prossima volta potrebbe non andarti così bene.

Come? Cosa? Cos’ha fatto la ViaVerdi? Fatevi i cazzi vostri.

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