Auguri con Sizza.

Il campionato CSI va in letargo come la Bundesliga con il Bayern Budoia saldo al comando e le inseguitrici il Quartiere 04 e lo Sporting Leverkusen ben staccate. In fondo il Fortuna Verdi rimane  desolatamente a due punti. Ci sarà l’agognata rivincita? Riuscirà Achille Toffolon a compiere l’impresa che tutti si aspettano: perdere qualche etto come fioretto a San Verdi per fare qualche punto in più nell’anno solare 2013?

Se il campionato CSI starà fermo un mese e mezzo, La Sizza non andrà in vacanza, ma si rilasserà un po’ cercando di portare avanti gli arretrati: 1) completare la plantilla 2) portare avanti un discorso di calcio importante.

E per fare a tutti i simpatizzanti de La Sizza i migliori auguri di buone feste, che ne dite di un bel gioco natalizio? Un trivia come ai vecchi tempi:

Q: Quante vittorie ha ottenuto la ViaVerdi nell’anno solare 2012?
A: 0 (record negativo csi)

 

Buon anno da…tua madre

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Derby derrotado

Lunedì da derby in casa VV contro il Quartiere Primo Maggio. Partita molto sentita dalla dirigenza anche perché salverebbe una stagione che tra ombre e oscurità sta regalando poche gioie ai pochi tifosi neroverdi. La sconfitta per 3-1, tuttavia, non ridimensiona i progressi notati in queste settimane in situazione di piena emergenza di formazione. L’undici iniziale vede in porta Fantin, linea difensiva a quattro: Ragogna, Sforzin, Krasilnikov, Fabio Vivian. Centrocampo con il ritorno dal primo minuto di capitan Devid Alba, Mior, Cataldi, Pascu. Attacco con Trevi e Grizù. L’errore di Fantin costa il primo gol della gara, nella nebbia più fitta, tanto che l’arbitro più volte è in procinto di sospendere la gara. L’estremo difensore rinvia addosso all’attaccante Maggese ed è 0-1. Il pareggio è opera di un Andrea Trevi in grande spolvero che dopo le traverse e le occasioni fallite contro l’Ellepi si riscatta insaccando un bel gol nel derby. Vola l’entusiasmo ma da un innocuo cross arriva l’1-2 del Quartiere. Difesa sempre un po’ in bambola e più di un gol a partita non lo si mette. Bisognerebbe stagnare quelle falle per racimolare qualche punticino che rispecchierebbe meglio il reale valore dell’equipo.

Il secondo tempo, oltre al caligo, sale anche molto nervosismo. Il derby è sentito da tutte e due le formazioni e nel grigiore che avvolge il ‘Dei Pioppi’ c’è spazio per qualche colpo proibito. Ma il colpo del ko lo consegna nelle mani del Quartiere (sempre più secondo in classifica) l’arbitro che regala un rigore che chiude i conti. Si sa che la VV cala nella seconda parte della gara e dopo l’1-3 la partita è praticamente finita. Si arriva alla pausa natalizia con ancora 2 partite da recuperare con una classifica che si qualifica da sola. Due soli punti e una media di 2,5 gol a partita subiti. Non un bottino di cui andar fieri. I campi pesanti di questo piovoso e freddo fine di autunno non aiutano la leggerezza tecnica dei Verdi, ma siamo certi che nella seconda parte della stagione le cose andranno per il meglio. Primo obiettivo del 2013 è avere fiducia nei propri mezzi e lasciare l’ultimo posto in classifica. Se centrassimo questi obiettivi potremmo dire di aver davvero salvato, sul campo, una stagione. Perché fuori dal campo ci diamo sempre un sacco da fare.

Aupa Verde!

Sconfitta d’Onori.

Scusate lo hiatus, ma due esami in sei giorni ammazzano il toro per le corna. Poco da dire sulla ViaVerdi sconfitta 3-1 a Ceolini sul campo del Villadolt. Assenze sempre più pesanti, campi sempre più ghiacciati e situazione globalmente ai minimi storici, in termini di risultati. Qualche nota positiva la si deve pur trovare e allora:

 

Lo Coco migliore in campo.

 

Agli Onori della cronaca il ritorno al gol della ViaVerdi. il secondo portiere Max Onori, sigla la rete della bandiera, segno che le gerarchie andrebbero ridisegnate. Onori come Chilavert.

 

Aupa verde.

Bottomless crisis

Eh già, proprio quando tutto sembrava pronto per la grande celebrazione. Quando un record che sembrava imbattibile era alla portata di un altro -solo un altro centimetro, uno solo- alieno. Quando tutto il mondo, un po’ incredulo, un po’ gufo si chiedeva:- Ma Leo Messi non si spacca mai?-. Ecco arrivare la dura lezione della vita: non basta essere di gran lunga i calciatori migliori delle ultime millemila generazioni; non serve segnare valanghe di gol contro le difese ignoranti della Liga degli straccioni; non basta assoggettare -de facto- la corona portoghese, perché uno si senta hispanico. E poi ricordate che per costruire la ‘invincible armada’, che ha fatto una bella figura di merda l’8 agosto del 1588, gli spagnoli hanno desertificato l’intero territorio intorno ad Almeria. Quindi nel giorno in cui Leo Messi sarebbe dovuto diventare l’Imperatore del gol, succede che il portiere Artur gli esce a valanga sul ginocchio ed il numero 10 si accascia dolente ed esce dal terreno di gioco. Finalmente! Abbasso il Re! W il popolo e w il portiere Artur! Non me ne voglia ‘Il Messi-a del Calcio’, anche perché con quella faccia da culo che si ritrova e quella falsa modestia da periferia di Rosario, non inganna più nessuno. Il basso profilo mediatico de la pulce a me non ha mai infastidito più di tanto, ma sotto c’è sicuramente qualcosa se è anche l’unico calciatore al mondo ad avere la morosa cessa.

Antonella Roccuzzo alias Rocco Antonelli

Antonella Roccuzzo alias Rocco Antonelli

Ok, non è per niente cessa, soprattutto da dietro. Lui, invece, rimane una faccia da culo.

Il Barcellona già qualificato e già primo del girone (ma va? Davero?) giocava con la primavera dei pulcini del Barcelona B. Tito Vilanova tiene, giustamente, a riposo le stelle. Leo Messi è accomodato in panchina. D’altra parte ci sono altre 4 partite nell’anno solare per poter battere il record di goals di Gerd Muller. L’avversario è il Benfica che, come ogni squadra portoghese, è arcigna fino a centrocampo, mentre le punte sono delle pippe mostruose. Ecco perché si sono affidati al paraguagio Oscar Cardozo per sopperire all’anemia in fase realizzativa. La partita veleggia nell’inedia più assoluta. Vedere il tiki-taka degli azulgrana fatto da regazzini dell’ottima annata ’92\’93, il miglior raccolto vitivinicolo da che ho memoria, ti fa venire voglia di morire davanti al televisore. Sicché intervallo spezzoni di partita con l’intera filmografia di questa qui:

Savanna tutta panna

Savanna tutta panna

E anche questa qua:

Ammazza che mazza

Ammazza che mazza

Questo simbolicamente per farvi comprendere quanto lunghi possano essermi sembrati i 90 minuti di Barcellona-Benfica. Anche perché la filmografia di Tanner Mayes comincia ad essere bella corposa: in questo spezzone la nota attrice statunitense, schizza come sotto metamfetamine perché gli hanno fregato il cellulare.

Ma ad un certo punto del secondo tempo, quando anche il pubblico del Camp Nou si stava assopendo, qualcuno dalla gradinata si ricorda che Messi deve battere il record di Gerd Muller e allora cominciano ad invocarlo a gran voce: Messi di qua, Messi di là, Messi è fortone e vincerà. Finché Tito Vilanova, che s’era abbioccato già a metà del primo tempo, si sveglia si soprassalto e fa scaldare la pulce. Quando fa il suo ingresso in campo, non vi dico nemmeno in che posizione stava la Savannah…
Ma è una sera particolare. Sia chiaro Messi è sempre così. Uno che segna piuttosto che far segnare. La gloria segreta la vuole solo per lui. Ma quando gioca non dà mai l’impressione di essere egoista. Tranne ieri sera: serpentine, azioni personali prolungate, probabilmente con solo quell’unico obiettivo in testa: battere il record. Finché il portiere Artur non gli esce a valanga e lui piange in barella. La partita, in pratica, finisce lì. Ma Vilanova suda freddo e si dà ripetutamente dei pugnetti in testa dicendosi da solo quanto sia stato stupido ad aver esaudito la gradinata del cazzo.

Stamattina mi chiama Joan La Porta chiedendomi di non battere questo articolo in quanto l’allarme rosso è già rientrato: soltanto una contusione al ginocchio per la pulce. Niente legamenti, niente operazione. Potrebbe essere già in campo domingo contro il Betis Siviglia. Diciamo allora che è stato solo un avvertimento: caro Messi, non cercare così ossessivamente la gloria imperitura, ti perdi tutto il bello del gioco. E la prossima volta potrebbe non andarti così bene.

Come? Cosa? Cos’ha fatto la ViaVerdi? Fatevi i cazzi vostri.

L’indimendicato

Due classici istantanei della comicità vernacolare spontanea veneta post contemporanea. Il personaggio? Alberto Malesani. Che prima di autentico giramondo delle panchine fu colui che pose le basi per il miracolo Chievo. Dall’allora C2 alla B (con due salvezze consecutive miracolose nella serie cadetta, vero capolavoro di cuore e tattica), fino a sfiorare la A, impresa che riuscì all’altro Grande della storia del Chievo: Gigi Del Neri. Il primo estratto è una mirabolante conferenza stampa quando allenò il Pana, negli anni del dominio Olympiakos (a.d. 2005-2007).

Uno sfogo tanto sanguigno quanto frustrato,  che la Gialappa’s  immortalò indelebilmente nell’immaginario collettivo grazie alla conta dei ‘cazzo’ proferiti dall’allenatore veneto nella circostanza. Notare quanto poco tempo ci metta a perdere le staffe. Da un momento all’altro senza motivo.

Il secondo estratto è un piccolo capolavoro di linguistica veneta comparata. Al di là del numero esorbitante di volte in cui proferisce la parola incriminata, è proprio l’intonazione profondamente veronese a rendere divertentissima la conferenza stampa. Per ironia della sorte, ora, sulla panchina del Genoa (sua ultima esperienza da allenatore) siede Gigi Del Neri. Corsi e ricorsi della storia del calcio minore, quello che conta davvero.

W Malesani.