Massacro a Marrakech

Il mister dell’Isosystem indica la via per la vittoria.

Dal nostro corrispondente Manlio Pestabughi
Più che un campo di calcio pareva più una radura birmana zeppa di mine anti-uomo. Oltre che ad una squadra di calcio, l’Isosystem, appare come esperimento interculturale. Eppure la succursale islamica si porta a casa agevolmente i tre punti, complice la mollezza del campo e degli avversari. Isosystem che merita ampiamente la vittoria e forse il 2-0 è un risultato addirittura stretto, per ciò che si è visto in campo.

La Freddacronaca.

Difficile salvare qualcosa in questa ViaVerdi. Ampiamente rimaneggiata nell’organico complici numerose assenze, vede persino l’esordio da titolare del talismano Lo Coco che, alla fine, risulterà uno dei migliori in campo, almeno fino all’infortunio che l’ha costretto ad abbandonare il terreno dello ‘Sfriso’ a mezz’ora dalla fine. Tante le cose che non hanno funzionato e le statistiche appaiono impietose: un tiro fuori dallo specchio nel primo tempo (saranno 4 in totale in tutta la partita). Difesa a tre bucata ripetutamente, soprattutto a sinistra e al centro, dove non c’è stata adeguata copertura del centrocampo. Attacco sterile e centrocampo assente o spaesato dalla metà campo in su. Le novità tattiche innestate per necessità da mister Toffolon sono lo spostamento sull’ala destra di Denis Mior e il frangiflutti Lo Coco sul centro-sinistra. Davanti la solita coppia di peso Vaccher-Bergamasco. Mior ci mette grinta, voglia e gambe ma il ruolo limita notevolmente le sue capacità e caratteristiche. Dalla sua parte, a destra, e dal centro arrivano i pericoli maggiori per la ViaVerdi. E proprio da una brutta palla persa dello stesso Mior, arriva il gol del 2-0 in chiusura di primo tempo che spezza le gambe ai verdi di Fiume. A sinistra, con qualche affanno, l’impostazione a uomo data da mister Toffolon funziona adeguatamente e Lo Coco sbriga il compito con dignità. Il sottoscritto all’ala sinistra ha registrato la miglior prestazione della stagione, che  è da 4 in pagella in ogni caso. Avanti è notte fonda, ma le attenuanti continuano ad essere molte: 1) L’isolamento delle punte è un dato di fatto. Il centrocampo è intento a contenere più che ad offendere ed i centrali di centrocampo, che sono anche gli uomini con i piedi migliori della squadra, vengono costantemente pressati e non riescono ad offrire appoggi puliti per le punte. 2) Comprendiamo tutti che il calcio amatoriale è calcio d’altri tempi, ma palla lunga e pedalare, con campi pesanti come questi è un suicidio tecnico. 3) Ci sono almeno 25\30 metri tra la linea di centrocampo e le punte. La richiesta di Toffolon è semplice: la punta scende a prendere l’appoggio, difende palla e fa salire la squadra. Purtroppo tra imprecisione di passaggi, tra la pressione costante degli avversari, tra il terreno infido che rende impossibile un controllo adeguato e tra che nessuno sale ad assistere le punte, l’unico schema d’attacco della ViaVerdi risulta neutralizzato in partenza. Infine le punte e le ali corrono a vuoto cercando un pressing ad ondate mal interpretato, che sfianca e sfiducia.
La difesa è una groviera. Ragogna inanella consueti errori di posizione che lo responsabilizzano sul primo gol. Verardo, a mio avviso altro migliore in campo, manca l’intervento di testa che spalanca le porte dell’area di rigore per il 2-0. Dalla parte di Yuri Krasilnikov gli avversari arrembano con meno intensità, ma certi interventi insicuri sono il risultato di una prova generale scarsa. Problema di testa?

In realtà la croce non la si può proprio addossare a nessuno. Gli errori individuali potranno avere anche un nome ed un cognome, ma è la squadra ad essersi espressa sotto media in tutti i reparti. E’ anche un problema di condizione. Una settimana senza allenamenti a causa del maltempo, ha certamente influito sul rendimento di alcuni giocatori che hanno bisogno di continuità polmonare. Sappiamo che Toffolon è un aficionado della difesa a tre, ma viste le continue amnesie non sarebbe il caso di provarla a 4, anche a partita in corso? Vista la presenza di centrocampisti dai piedi buoni come Roberto Andriani (tosta la sua partita) e Denis Mior, nonché del sottoscritto che i piedi buoni non li ha ma un minimo di visione di gioco sì, perché l’esperimento mezzapunta centrale non è stato riproposto, dopo la buona prova in amichevole pre-campionato contro il primo maggio? Paura di prenderle? Se le prendiamo comunque, il problema non si pone. Chiaramente non ci sono solo dilemmi tattici da sbrogliare. Gli schemi d’attacco, al plurale, non esistono. Esiste LO schema d’attacco che non viene quasi mai eseguito seguendo le consegne. Si spera nella giocata individuale, nell’estro di qualcuno che non arriva mai, soprattutto su campi come questi. Insomma una brutta involuzione di gioco e di iniziativa, speriamo foriera di una reazione da parte dei neroverdi.

Hombre vertical: Lo Coco (per l’impegno), Verardo (per aver salvato la baracca) e Andriani (per la gagliardia).

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