Denominazione di origine controllata.

Il dizionario LG della lingua giovane identifica i seguenti modi vernacolari per definire la sigaretta:

– Cicca
– Ciosba
– Ciospa
– Paglia
– Sdulla (da riscoprire)
– Sizza
– Stizza
– Zaga
– Zippa

Se per molti il calcio che conta si ferma alla serie A e alla Champions League, ce ne sono molti altri che credono fermamente che la magia di questo sport possa essere replicabile ad infinitum. Bene, questo infinito è solo apparente. E la replicabilità una mera disquisizione tecnico-tattica. Laggiù in fondo al pozzo, in mezzo a paludosi acquitrini di periferia, tra interventi al limite della chirurgia ricostruttiva; laddove il piede ineducato ed anarchico mitraglia una punizione a due direttamente sulla statale Fiume Veneto-Bannia (Pn), che passa accanto all’area di rigore. Ecco, proprio là, ci siamo noi: serie B di calcio amatori Friuli Venezia Giulia (csi). Ultimi in classifica. E per quanti, come me, siano convinti che tra serie A e amatori serie B ci sia solo una differenza di valore dei giocatori, questo blog farà per voi. Perché il calcio è sempre quello a tutte le altitudini e a tutte le vertigini. Certo, sotto di noi c’è il nulla.Da lì si espande l’abisso infinito che chissà quali squallori nasconde: un ibrido tra calcio saponato e tressette? Jonathan Bachini? La nazionale di San Marino campione del mondo di un universo parallelo?

Per chi invece è sadicamente convinto che la serie A sia un altro mondo, fatto di donne e visibilità, ricordo che il mondo dei pro ha creato simbionti a nostra immagine e somiglianza.

Come questo qui:

Immagine

La Sizza in panca è un blog amatoriale che parla di dinamiche sociali su fondo verde (più o meno). Il retroterra culturale è quello degli Amatori serie B FVG, ma ciò sarà solo un pretesto per occupare il mio\nostro\vostro tempo inutile; quello che altrimenti passereste su un altro contesto amatoriale, quello del porno. La Sizza in panca si occuperà di Tibia: profeta dilettante del vecchio testamento. Parleremo di calcio guardato dagli occhi di una panchina, dove tutto appare diverso, a causa del fumo delle sigarette. Tratteremo del bello, ma soprattutto del brutto di questo sport, con qualche sprezzante accento sanguinolento, splatter e volgare. Non mancheranno ovviamente le crociate che ora andrò ad elencarvi, ricordandovi che questo sarà un elenco in evoluzione, man mano che la mia mente partorirà qualche cazzata.

LE CROCIATE

  1. Mutuata dalla trentennale lotta di Aldo Biscardi contro il Signoraggio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, noi richiediamo la moviola in gambo. Anche perché, a mio avviso, la classe arbitrale csi è dedita all’alcoolismo. Non a caso un attempato Joe Pesci, nell’ultima partita giocata, mi ha ammonito che stava ad almeno 40 metri dall’azione, non avvedendosi che sono nettamente scivolato, a causa dell’infido terreno, addosso all’avversario. Sapete quante ammonizioni ho preso nella mia carriera calcistica? Cinque. Di cui due per proteste. C’è anche da dire che ho giocato solo tre anni. E per giunta negli allievi. Forse la moviola in campo sarebbe eccessiva, contando che nei campi dove ci battiamo non ci sono nemmeno le tribune, ma perlomeno un paio di guardalinee dipendenti dal crack potrebbero darceli.
  2. Donne & Amatori: Il termine ‘amatori’ è in senso lato. Sia amanti del calcio che amanti dell’amore. Quale interesse pensate possa riporre in voi Maicosuel, giovani donne che vi recate con solerzia alla stadio, mentre esce dagli spogliatoi che sta già pensando a quale strappona inarrivabile (per voi e per noi) chiamare per la serata? So che è martedì sera. Che siete stanche, dopo aver risposto al telefono dell’ufficio tutto il giorno, mentre vi facevate una ricostruzione unghie artigianale. E so anche che là fuori c’è un livello di umidità che farebbe arricciare anche i vostri peli sulla schiena, ma portatevi una birra perdio. O un jack & cola. Senza contare che la partita è importantissima. Per noi che giochiamo, il pensiero di una ricompensa finale potrebbe farci deconcentrare ancora di più. Ma potrebbe essere anche un importante vetrina per convincervi delle nostre prestanze atletiche. E per voi che guardate distrattamente il match, mezze sbronze, è il momento per scegliere la vostra preda. Una preda possibile, finalmente.
  3. E’ ora di dire basta alla regola etica introdotta dall’arbitrato csi. L’Italia è una Repubblica, laica, fondata sul lavoro. Ed essendo fondata sul lavoro vien da sé che sia anche fondata sulle bestemmie. La squalifica per bestemmie è degna di un torneo parrocchiale, non per un manipolo di uomini che si ritrova con intenti non omosessuali. Come potrebbe benissimo spiegarvi un eminente neurologo qualunque, in Friuli la bestemmia è una congiunzione tra una proposizione principale con le sue subordinate, non è passibile di turpiloquio e\o sanzione. Personalmente bestemmio solo quando manco un aggancio, il ché avviene circa 5\6 volte a partite di media. Bestemmie calibrate, mai sboccate e con la giusta intonazione. Ma il rischio è troppo alto a questo punto. Aggiungo che ad ogni partita si levano sciami di bestemmie d’acciaio ad ogni azione e non è possibile punirne uno per punirli tutti. Non è mica la saga del Signore degli Anelli. Se, il cielo non volesse, il comitato csi fosse ammanicato con la curia vescovile e molti campi ci venissero offerti dalla Sacra Romana, al netto dell’Imu, allora ciò che richiediamo è equità e buonsenso. O perlomeno che la bestemmia fantasiosa non venga punita.
  4. Introdurremo un nuovo modo di concepire il calcio da leggere attraverso l’eliminazione delle pagelle. Certo parleremo di giocatori e di prestazioni e di partite e di post partite, ma il tutto senza una valutazione alfanumerica. Da un lato perché qualche mio compagno ha dato già modo di essere suscettibile riguardo all’altrui giudizio; dall’altro perché mancherebbe un numero positivo compreso tra 1 e 10 in grado di riassumere la mia prestazione la scorsa settimana: sono entrato titolare e ho giocato tutto il primo tempo, con la situazione bloccata su uno scialbo 0-0. Negli spogliatoi il mister mi ha chiesto garbatamente di rimanervi. Alla fine siamo stati sconfitti 2-1 ed io, che sono autore-giocatore, potrei sentirmi legittimato ad asserire che finché sono stato in campo, se non altro, non le abbiamo prese. Onestà intellettuale vuole che che vi dica tutta la verità: ho fatto così pena che mi sarei tolto a calci dopo 7′ in cui ho cercato di tossire un organo interno. E basta. Questione di forma. In più non mi piace valutare le persone, non credo sia un buon metodo. Invito, altresì, chiunque venga nominato su queste pagine ad usare un po’ di autoironia e di mente aperta. Le descrizioni degli avversari saranno caricaturali e grottesche, destino identico ad ognuno di noi. Quindi niente musi lunghi oppure fate a meno di leggere, che tanto non legge più nessuno e non c’è da vergognarsene.

Nelle prossime puntate:

Presentazione della squadra Am. Via Verdi con schede personalizzate e numeri di telefono qualora le ammiratrici inizino già a farsi avanti. Già che ci sono aggiungerò lo status sentimentale onde evitare ripercussioni gravi. E riassunto delle prime due giornate di campionato (la terza è stata rinviata per maltempo), nelle quali la Via Verdi ha dimostrato di essere ancora un cantiere aperto.

Aupa verdos

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