La plantilla: Yury Krasilnikov

‘Il bolscevico’ il giorno della sua prima comunione.

 

Nome: Yury Krasilnikov
Soprannome: Il bolscevico, YK (uai key), Ti spiezzo in due.
Luogo e data di nascita: Mosca U.R.S.S. (dice di avere 27 anni ma potrebbe essere qui da sempre).
Historia: Si forma calcisticamente nella Torpedo Moskow dove viene anche utilizzato come ostacolo-barriera per allenare la prima squadra. Figlio di una dinastia che fu strategicamente protagonista della Rivoluzione d’Ottobre. Finisce al centro di uno scandalo sessuale con le giovanili femminili della Torpedo (secondo le fonti ha prodotto un calendario clandestino con le ragazze in pose discinte e si è intascato i proventi. Deve lasciare il Paese).
Ruolo: Difensore laterale della ViaVerdi.
Piede preferito: Il fisico.
Punti di forza: E’ gargantuesco.
Punti di debolezza: Ogni tanto, giocando, pensa ai cazzi suoi. Le bionde da mezzo e le donne, che per lui sono la stessa cosa.

Prove a carico che si tratti veramente di un russo.

Il nonno di Yury per il suo 18° anno gli ha regalato un carro armato di seconda mano. Viene ad allenamento con quello.

Annunci

Risultati e classifica 5° giornata apertura CSI serie B

AC Pedemontana Budoia – Club 31 Azzanello 2-0
Borgo Cappuccini – Quartiere Primo Maggio 1-3
Edil Narciso – Campetto 3-1
Grande Italia – Sporting Prata 1-2
Atletico Ellepi – Sporting Livenza 1-2
AM Via Verdi – Fiaschetti 0-0
Asca Ghiranova – Villadolt 1-0

Classifica dopo 5 turni

Ghiranova 15
Budoia 10
Edil Narciso 9 *
Sporting prata 9
Azzanello 9 *
Isosystem 7 *
Grande Italia 6 *
Fiaschetti 5
Primo Maggio 4 *
Villadolt 4 *
Borgo Cappuccini 4 *
Campetto 3 *
Via Verdi 1 *
Atl.Ellepi 1

* una partita in meno

Ossigeno

Un giocatore della Via Verdi con la bandierina in mano e Farinos ai tempi dell’Inter (foto Roitero)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E poi dicono che Fusine sia il luogo più freddo d’Italia. Una Bannia inopinatamente gelida ed un campo ai limiti della ‘linea di trincea cambogiana’ è scenografia essenziale per l’esordio interno della ViaVerdi. Terreno molle e aree intasate da acqua, fango e gamberi di fiume, temperatura intorno allo zero assoluto e scaldamuscoli come se piovesse; ingredienti tipici del risultato ad occhiali, quel tanto che basta per uscire imbattuti e muovere la classifica. Come diceva il maestro Aldo Agroppi:- Se non prendi gol, la cosa peggiore che può capitarti è di pareggiare :-. E per lui un pareggio non era mai una cosa totalmente negativa e nemmeno per noi.

La Freddacronaca.

Fiaschetti si presenta al ‘Comunale’ forte dei 4 punti in classifica sinora conquistati. ViaVerdi ancora a secco che rimesta bile sul fondo della classifica. Inizio arrembante con gagliarda lotta a centrocampo, ma le occasioni da gol latitano. I meccanismi difensivi delle due squadre funzionano, mentre gli attacchi, causa temperatura e campo ai limiti della decorosità, non riescono ad essere ficcanti e continui. Bisogna aspettare il 12′ per un tiro velleitario di M.Bergamasco alto sopra la traversa. Molti errori in fase di appoggio e di disimpegno e qualche urlaccio di Mister Achille dalla panca, per tenere sempre alta la tensione. Il primo tempo scivola via a corrente alternata e con attacchi sterili da entrambi i lati. N.Fantin fa invecchiare la sua panchina di dieci anni in un secondo, quando liscia clamorosamente una palla all’interno dell’area di rigore, ma la difesa è attenta. La ripresa è tutta un’altra musica. Inizia con piglio la ViaVerdi che rumoreggia ai limiti dell’area di rigore. G.Vaccher, complice le scarpe nuove prestate dal cugino, non è nelle sue serate migliori e nemmeno Bergamasco riesce a far salire la squadra con efficacia. I Fiaschetti ci provano con 10′ di fuoco ma trovano sulla propria strada San Nicola da Fantin che con almeno 3\4 interventi prodigiosi si porta a casa l’ambito premio: hombre vertical. Mister Achille cambia le punte che non pungono e il finale è di marca biancoverde, con un gol annullato in netto fuorigioco e qualche azione pericolosa ai limiti dell’area, non adeguatamente sfruttata. C’è anche tempo per urlare al rigore, al complotto, alla moviola in campo e agli alleati quando un intervento scomposto del difensore dei Fiaschetti trova palla e stinco di A.Pascuttini, ma l’arbitro decide che questa partita deve finire così. Risultato giusto, in fin dei conti, anche se, senza i milagros de Fantin staremo a parlare di un altro risultato. Manca un po’ di cattiveria sotto porta e un sostegno alle punte dal centrocampo troppo intento a chiudere anziché impostare, ma la Via è quella giusta, la Via Verdi. Nel post partita la sintesi più saggia è sempre quella del Bergamasco:- Giocare in attacco in questa squadra è sempre faticoso:-. Le buone notizie sono che abbandoniamo l’ultimo posto in classifica, sebbene in coabitazione con l’Atletico Ellepi e che non si sono incassati gol.

Migliori in campo: Nicola Fantin e Dennis Mior.

No more Fiaschetti

Questa sera ore 20.45 estadio de Bannia, la sfida ViaVerdi-Fiaschetti vale molto di più dei tre punti in palio. La A.A.V.V. è chiamata al primo squillo, finalmente tra le mura amiche, per smuovere la sconsolata classifica e lasciarsi alle spalle l’ultimo posto. Gli sfidanti sono gli amatori Fiaschetti, quattro lunghezze più su: frutto della vittoria all’esordio contro l’Atletico Ellepi e del buon punto interno nell’ultimo turno di campionato contro il Quartiere Primo Maggio. I ragazzi di Achille devono dimostrare di essersi lasciati alle spalle le incomprensioni tattiche di questo inizio stagione e di aver raggiunto una accettabile condizione fisica. Prima sfida senza ritorno quindi contro un avversario alla portata dei ‘Verdi’ di Fiume.

Ancora mistero sulla formazioni titolari, ma ci saranno certamente sorprese nel gelo polare che ha investito il nord Italia in questo meschino autunno senza requie. La brezza di tramontana sarà in grado di svegliare qualche aficionado che con scarpe grosse e cappottone in naftalina giungerà al campo sportivo? Ognuno di noi in cuor suo lo spera. Il calore di qualche spettatore potrebbe riscaldare anche l’infreddolita panchina, dove dovrei teneramente accomodarmi stasera, se tutto va bene. In dolce compagnia delle mie sizze portafortuna.

Nel post partita consuet0 ‘brindisi amicale’ al chiosco dello stadio.

Portare amiche!

Aupa verdes!

Ricuperi III giornata

Tre, sinora, i ricuperi della III giornata, non giocata il 15 ottobre causa apertura del vaso di Pandora.

Budoia Pedemontana – Sporting Prata 0 – 0
Borgo Cappuccini – Fiaschetti 3 – 1 (Della Colletta, De Bortoli, Giordani (BC) e Fabrizio Mella (F)
Atl. Ellepi – Ghiranova 0 – 3 (Andrea Tommasi 2, Maccan)

E dopo queste poche giornate ho già deciso che Budoia è una candidata ad essere squadra simpatia.

Sedicente Sedivec e vecchi merletti

Aggiornamento succoso quello di oggi con alcune notizie veramente curiose dal mondo amatori CSI. Partiam0 dai risultati della IV giornata del torneo di apertura serie B (formalmente la III che non si è giuocata causa mala tempora currunt).

Sporting Livenza – Budoia P. 4-3
Edil Narciso – Am. Via Verdi 3-1
Am. Fiaschetti – Quartiere I maggio 0-0
Club 31 Azzanello – Borgo Cappuccini 2-1
F.C. Villadolt – Campetto 1-0
Sporting Prata – Atletico Ellepi 2-2
ASCA Ghiranova – Pizzeria Grande Italia 1-0

Ed ecco che già la V giornata incombe. Il buon Via Verdi è impegnato lunedì sera a Bannia: è prevista pioggia di fuoco per impedirci l’esordio stagionale in casa (dopo cinque giornate  ancora non abbiamo giocato tra le mura amiche).

Ed ora una notizia bomba di mercato che neanche il redimorto Maurizio Mosca. Pare che nel Real Sbrodolone (serie A) giochi il sedicente Jaroslav Sedivec che io ricordo nel Perugia, se non erro, e nella formazione fantacalcio serie B che facevo con gli amici. Con enorme stupore scopro sia quasi mio coetaneo anche se, dalle foto, sembrerebbe più lo zio di mio padre. Vi lascio leggere l’articolo del buon #MarcoAgrusti, come Agresti ma con la U.

Il titolo dell’articolo è un po’ ambiguo: s’intende che Sedivec è certamente un campione visto il livello degli amatori, oppure s’intende Sedivec campione in assoluto? Per il semplice fatto che abbia giocato tra gli alabardati merita il mio plauso, ma in FVG saranno pochi a pensarla come il sottoscritto. Visto come ‘sta conciata la Triestina, un pensiero fossi in loro lo farei, in previsione di un nuovo rovescio domenica prossima in quel di Fontanafredda.

Su facebook, dove è apparso l’articolo, una patata galattica lancia un j’accuse  un po’ pretestuoso sulla presenza di un ex pro che, per amore, ha deciso di rimanere vicino alla famiglia e, cercando un nuovo contratto professionistico, ha deciso di tenersi in allenamento con gli amatori. – Vi sembra giusto? -, si chiede la ragazza-tifosa che un professionista sbilanci così le sorti di un campionato fondato sulle pedate, le svirgolate e gli interventi fuori tempo? Risponderei come rispondo di solito a domande di cui non me ne frega un cazzo:- Vi sembra giusto che io beva la mia tiepida urina? No. Ma è sterile e mi piace il sapore -. In realtà non è una mia frase, ma del mio ex allenatore di ‘Palla Avvelenata’ Patches O’Houllien. Dire che me ne frega zero è un eufemismo visto che il Real Prodolone è in serie A, ma se dovessi incontrarlo sulla fascia, mi comporterei come tutte le volte: cercherei di stroncargli la carriera 🙂

La trovo una bella notizia di sport rosa, di quelle che fanno bene al calcio e non solo. Certo farà meno bene agli avversari del Prodolone, ma della serie A, come si suol dire, fotte sega.

Prima come Carnera

L’assessore regionale allo sport Elio De Anna  ha offerto sicuramente uno degli spettacoli più edificanti del suo mandato, rinverdendo il suo antico passato da rugbista con l’imitazione del ballo di San Vito. Peccato che i valletti non andassero a tempo, dimostrando quanto lo svecchiamento della politica non sia, ad oggi, obiettivo realizzabile. E’ persino finito nel banner ‘curiosità’ de La Repubblica.it. Lì dove mettono le foto della Minetti, i video delle papere dei portieri del Milan, le sfilate di moda e gatti simpatici che rubano i gioielli della corona. Ma se lo mettono su La Repubblica è come se volessero dirti: “toh, un altro imbecille del Pdl che si rende ridicolo”. Non avendo mai votato per EdA potrei anche sostenere la tesi di Repubblica, ma interviene in me un orgoglio di stampo regionalistico: di fronte a tanto sfacelo politico nazionale, credo che la versione offerta da Elio De Anna del suo partito, sia una delle meno vergognose. Certo, un pochino sopra le righe, ma potreste dire che non sia stata una haka in grande stile?

Edil Narciso – Via Verdi 3-1 (4° giornata apertura)

Se il buongiorno si vede dal mattino, quello che ci aspetta è probabilmente un pomeriggio di merda. Terza partita (anche se trattasi della 4° giornata), terza trasferta, terza sconfitta. Ultimo posto solitario, 7 gol subiti e 3 fatti. Dalle brumose tribune del campo sportivo di Villa d’Arco che, grazie alla geniali intuizioni del progettista, sembrava di stare a venti chilometri dal campo, si levava un vorticoso turbinio dalle mie camel blue ™. Nervosismo o umido? La seconda. Questo inizio campionato per il sottoscritto è un lungo calvario tra infortuni, cardiopatie e scelte tecniche.
Al Via Verdi manca praticamente tutto il centrocampo titolare. O meglio, mancano alcuni centrocampisti, perché la titolarità non è una certezza da queste parti. Mister A prova ad inventarsi una formazione d’emergenza, affidandosi alla consueta linea difensiva a tre e tre punte. Dopo la fallimentare prova con la Ghiranova, questa potrebbe essere definita la Kobarid del 3-4-3, modulo per ora troppo avanguardista per gli uomini di Mister A.

La Freddacronaca.

Giungo nella desolata località cordenonese poco prima della fine del primo tempo. Un tempestivo sms dalla panca mi anticipa che la situazione langue su un onorevole 1-1. Ma si sa, se le partite durassero solo un tempo, la Via Verdi sarebbe già campione d’inverno. In lontananza, trasportate da una densa foschia novembrina le truci note lisce della sagra paesana che conferiscono al contesto quel tanto di farsesco che ci sta. Si chiude il primo tempo e l’unica cosa importante da segnalare è la presenza di ben 18 persone sugli spalti. 17 sono lì per tifare le gesta dell’Edil Narciso con la maglia del Cagliari e uno, che sarei io, rimane neutrale. Mi dirigo verso il tunnel degli spogliatoi. Il nibelungo Fantin è scuro in volto. El portero è stato causa efficiente del pareggio dell’Edil Narciso. Una papera su calcio da fermo che punisce gli uomini di Giuseppe Verdi, ben oltre i loro notevoli demeriti. La ripresa incomincia con piglio, almeno fino al 2-1 dell’Edil Narciso, di nuovo su punizione. Dalle tribune la barriera sembrava posizionata da un guercio ubriaco (punizione da limite e solo due uomini in barriera?)e il lesto attaccante Larrivey non ha faticato a scavalcarla con un lento destro a giro che si infila nell’angolino basso alla destra del colpevole arquerp (il ragazzo ha potenzialità, è stata solo una giornata no). Da quel momento la squadra è scomparsa. Nemmeno un improvvido time out – regola talmente assurda che sembra, per un attimo, un altro sport- infonde vitalità ai bianconeroverdi. Un pianto. Tre passaggi di fila sembrano un’utopia. Il centrocampo è completamente schiacciato a ridosso della linea difensiva che appare sfilacciata e svagata. Tra centrocampo e attacco ci sono 50 metri colmati con lanci lunghi irraggiungibili per gli attaccanti laterali. Gli avversari fanno possesso, triangolano a centrocampo e giocano bene facendo le sovrapposizioni sulle fasce. Gli uomini di Mister A brancolano nel buio, sono sempre lontani dall’uomo e non anticipano MAI l’avversario. Difficile si tratti di sola deficitaria condizione fisica. Molti giocatori paiono fuori ruolo. Alcuni irritanti nella estenuante ricerca della giocata individuale. Altri ancora non conoscono bene la posizione da occupare in campo. Parrucchieri-Pettirossi (allenatore in seconda), che nella ripresa è guardalinee designato, si sbraccia così tanto che sembra una rievocazione storica con tanto di sbandieratori. Il 3-1 è solo conseguenza ovvia di un predominio assoluto dei padroni di casa e sigillo al match. Due occasioni mancate dal puntero Vaccher (autore del gol della bandiera) non possono essere alibi sufficiente. C’è da lavorare sodo, sulle gambe ma soprattutto sulla testa dei giocatori, perché da fuori l’impressione è che ci si trovi innanzi a dei ragazzi intimiditi, che hanno paura di sbagliare. O forse disorientati dall’incapacità della guida tecnica a farsi capire. Ciò che viene provato in allenamento, non viene poi messo in pratica in partita. Queste le parole di un sagace Mauro a fine partita. A parer mio due sono i motivi: o c’è gente che gioca solo per mettersi in mostra, per fare il dribbling, per se stesso. Oppure i limiti tecnico-tattici sono così indiscriminati che ci si dovrà allenare anche nel sonno. Il sottoscritto scrisse di sé non più tardi di una settimana fa che contro il Ghiranova si sarebbe tolto a pedate dopo 7 minuti. Bene, oggi che non ho giocato, posso dirvi che c’è gente che le pedate le meriterebbe fino a casa e che ha giocato tutta la partita. Segno che manca un’ossatura forte, un’idea di squadra, l’anima e il sacrificio per il compagno. Si gioca tanto per. E direi che i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Aupa Verdos.

Denominazione di origine controllata.

Il dizionario LG della lingua giovane identifica i seguenti modi vernacolari per definire la sigaretta:

– Cicca
– Ciosba
– Ciospa
– Paglia
– Sdulla (da riscoprire)
– Sizza
– Stizza
– Zaga
– Zippa

Se per molti il calcio che conta si ferma alla serie A e alla Champions League, ce ne sono molti altri che credono fermamente che la magia di questo sport possa essere replicabile ad infinitum. Bene, questo infinito è solo apparente. E la replicabilità una mera disquisizione tecnico-tattica. Laggiù in fondo al pozzo, in mezzo a paludosi acquitrini di periferia, tra interventi al limite della chirurgia ricostruttiva; laddove il piede ineducato ed anarchico mitraglia una punizione a due direttamente sulla statale Fiume Veneto-Bannia (Pn), che passa accanto all’area di rigore. Ecco, proprio là, ci siamo noi: serie B di calcio amatori Friuli Venezia Giulia (csi). Ultimi in classifica. E per quanti, come me, siano convinti che tra serie A e amatori serie B ci sia solo una differenza di valore dei giocatori, questo blog farà per voi. Perché il calcio è sempre quello a tutte le altitudini e a tutte le vertigini. Certo, sotto di noi c’è il nulla.Da lì si espande l’abisso infinito che chissà quali squallori nasconde: un ibrido tra calcio saponato e tressette? Jonathan Bachini? La nazionale di San Marino campione del mondo di un universo parallelo?

Per chi invece è sadicamente convinto che la serie A sia un altro mondo, fatto di donne e visibilità, ricordo che il mondo dei pro ha creato simbionti a nostra immagine e somiglianza.

Come questo qui:

Immagine

La Sizza in panca è un blog amatoriale che parla di dinamiche sociali su fondo verde (più o meno). Il retroterra culturale è quello degli Amatori serie B FVG, ma ciò sarà solo un pretesto per occupare il mio\nostro\vostro tempo inutile; quello che altrimenti passereste su un altro contesto amatoriale, quello del porno. La Sizza in panca si occuperà di Tibia: profeta dilettante del vecchio testamento. Parleremo di calcio guardato dagli occhi di una panchina, dove tutto appare diverso, a causa del fumo delle sigarette. Tratteremo del bello, ma soprattutto del brutto di questo sport, con qualche sprezzante accento sanguinolento, splatter e volgare. Non mancheranno ovviamente le crociate che ora andrò ad elencarvi, ricordandovi che questo sarà un elenco in evoluzione, man mano che la mia mente partorirà qualche cazzata.

LE CROCIATE

  1. Mutuata dalla trentennale lotta di Aldo Biscardi contro il Signoraggio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, noi richiediamo la moviola in gambo. Anche perché, a mio avviso, la classe arbitrale csi è dedita all’alcoolismo. Non a caso un attempato Joe Pesci, nell’ultima partita giocata, mi ha ammonito che stava ad almeno 40 metri dall’azione, non avvedendosi che sono nettamente scivolato, a causa dell’infido terreno, addosso all’avversario. Sapete quante ammonizioni ho preso nella mia carriera calcistica? Cinque. Di cui due per proteste. C’è anche da dire che ho giocato solo tre anni. E per giunta negli allievi. Forse la moviola in campo sarebbe eccessiva, contando che nei campi dove ci battiamo non ci sono nemmeno le tribune, ma perlomeno un paio di guardalinee dipendenti dal crack potrebbero darceli.
  2. Donne & Amatori: Il termine ‘amatori’ è in senso lato. Sia amanti del calcio che amanti dell’amore. Quale interesse pensate possa riporre in voi Maicosuel, giovani donne che vi recate con solerzia alla stadio, mentre esce dagli spogliatoi che sta già pensando a quale strappona inarrivabile (per voi e per noi) chiamare per la serata? So che è martedì sera. Che siete stanche, dopo aver risposto al telefono dell’ufficio tutto il giorno, mentre vi facevate una ricostruzione unghie artigianale. E so anche che là fuori c’è un livello di umidità che farebbe arricciare anche i vostri peli sulla schiena, ma portatevi una birra perdio. O un jack & cola. Senza contare che la partita è importantissima. Per noi che giochiamo, il pensiero di una ricompensa finale potrebbe farci deconcentrare ancora di più. Ma potrebbe essere anche un importante vetrina per convincervi delle nostre prestanze atletiche. E per voi che guardate distrattamente il match, mezze sbronze, è il momento per scegliere la vostra preda. Una preda possibile, finalmente.
  3. E’ ora di dire basta alla regola etica introdotta dall’arbitrato csi. L’Italia è una Repubblica, laica, fondata sul lavoro. Ed essendo fondata sul lavoro vien da sé che sia anche fondata sulle bestemmie. La squalifica per bestemmie è degna di un torneo parrocchiale, non per un manipolo di uomini che si ritrova con intenti non omosessuali. Come potrebbe benissimo spiegarvi un eminente neurologo qualunque, in Friuli la bestemmia è una congiunzione tra una proposizione principale con le sue subordinate, non è passibile di turpiloquio e\o sanzione. Personalmente bestemmio solo quando manco un aggancio, il ché avviene circa 5\6 volte a partite di media. Bestemmie calibrate, mai sboccate e con la giusta intonazione. Ma il rischio è troppo alto a questo punto. Aggiungo che ad ogni partita si levano sciami di bestemmie d’acciaio ad ogni azione e non è possibile punirne uno per punirli tutti. Non è mica la saga del Signore degli Anelli. Se, il cielo non volesse, il comitato csi fosse ammanicato con la curia vescovile e molti campi ci venissero offerti dalla Sacra Romana, al netto dell’Imu, allora ciò che richiediamo è equità e buonsenso. O perlomeno che la bestemmia fantasiosa non venga punita.
  4. Introdurremo un nuovo modo di concepire il calcio da leggere attraverso l’eliminazione delle pagelle. Certo parleremo di giocatori e di prestazioni e di partite e di post partite, ma il tutto senza una valutazione alfanumerica. Da un lato perché qualche mio compagno ha dato già modo di essere suscettibile riguardo all’altrui giudizio; dall’altro perché mancherebbe un numero positivo compreso tra 1 e 10 in grado di riassumere la mia prestazione la scorsa settimana: sono entrato titolare e ho giocato tutto il primo tempo, con la situazione bloccata su uno scialbo 0-0. Negli spogliatoi il mister mi ha chiesto garbatamente di rimanervi. Alla fine siamo stati sconfitti 2-1 ed io, che sono autore-giocatore, potrei sentirmi legittimato ad asserire che finché sono stato in campo, se non altro, non le abbiamo prese. Onestà intellettuale vuole che che vi dica tutta la verità: ho fatto così pena che mi sarei tolto a calci dopo 7′ in cui ho cercato di tossire un organo interno. E basta. Questione di forma. In più non mi piace valutare le persone, non credo sia un buon metodo. Invito, altresì, chiunque venga nominato su queste pagine ad usare un po’ di autoironia e di mente aperta. Le descrizioni degli avversari saranno caricaturali e grottesche, destino identico ad ognuno di noi. Quindi niente musi lunghi oppure fate a meno di leggere, che tanto non legge più nessuno e non c’è da vergognarsene.

Nelle prossime puntate:

Presentazione della squadra Am. Via Verdi con schede personalizzate e numeri di telefono qualora le ammiratrici inizino già a farsi avanti. Già che ci sono aggiungerò lo status sentimentale onde evitare ripercussioni gravi. E riassunto delle prime due giornate di campionato (la terza è stata rinviata per maltempo), nelle quali la Via Verdi ha dimostrato di essere ancora un cantiere aperto.

Aupa verdos